Le misure anti-crisi del governo Monti text

Il professor Monti è stato chiamato a governare l’Italia per mettere ordine nei conti pubblici. Il suo governo è costituito da tecnici quasi tutti professori bocconiani, anche se ha già perduto qualche pezzo. Ha cominciato aumentando le tasse , ha rimesso l’ICI sulla prima casa, ha promesso la revisione degli estimi catastali, naturalmente per incassare di più, ha riformato le pensioni, costringendo i cittadini ad andare in pensione più tardi, riducendone anche gli importi. Ora nella seconda fase, ha in mente le liberalizzazioni : ha incominciato con i tassisti, la cui licenza sarà presto cartastraccia, ha continuato con le farmacie, a cui intende togliere le medicine di fascia C e vuole anche liberalizzare le edicole. Nel mirino del presidente Monti ci sono sempre i soliti. Anziché studiare un piano complessivo di liberalizzazione per non fare torto a nessuno e distribuire le rinunce con criteri di equità, si scelgono tre vittime sacrificali (tassisti,edicole,farmacie) e si procede a penalizzarle. Io mi aspetto che il professor Monti e il suo governo liberalizzino anche i grandi enti ,perché prendersela solo con le tre categorie più deboli appena citate non è un gran segno di equità. Monti è anche un gran ammiratore della Germania, ha sentimenti molto tedeschi, ma io penso che dovrebbe rappresentare in giro per il mondo lo Stivale: non possiamo barattare arte, cultura e fantasia con la rigidità teutonica. Insomma non riusciremo mai a mangiare gli spaghetti con la marmellata.