E’ solo l’inizio di un duro avvenire.

In un modo o nell’altro la problematica a cui si gira intorno è la disoccupazione.
E non sappiamo quanto ancora saremo fortunati ad avere questi piccoli privilegi che ci appartengono.
Non abbiamo più un futuro, ed è inutile provare ad essere ottimisti, sperare che le cose migliorino … ci stiamo sperando già da troppo tempo, ma anno dopo anno la situazione peggiora in modo degradante.
Il nostro futuro è come quel vaso che avevamo in casa da bambini, e che si è rotto in mille pezzi, impossibile da ricomporre assieme, magari a causa di una pallonata.
Saremo costretti ad andar via, ad emigrare … e a qualcuno può sembrare una eccitante, ma a molti spaventa la sola idea.
Basti pensare a quello che sta succedendo attualmente in Sicilia; una vera è propria rivoluzione, e ben presto arriverà in tutta Italia. Ma come ci comporteremmo in quel momento?
Torneremo veramente in uno stato di povertà?
Certo, ormai , non ci si aspetta assolutamente nulla dal nostro Governo, ed è per questo che dovremmo veramente ammirare le persone che hanno ancora il coraggio, la forza, la volontà di lottare per i proprio ideali. Abbiamo atteso troppo, facendo finta di nulla. Come se il Governo ci avesse stuzzicato giorno dopo giorno, evento dopo evento, fin su all’apice della nostra pazienza. E per quanto possa sembrare una visione orrenda quella di una “guerra civile” (ecco, chiamiamola così, tanto per provare il gusto di enfatizzare le circostanze e magari far arrivare l’importanza di questo concetto a tutti coloro che casualmente si ritrovano a leggere queste parole) è necessaria per salvare le generazioni future. Per provare ad andare avanti e non indietro.
I nostri genitori non devono mettere da parte l’orgoglio per evitare di essere licenziati.
Noi, non studieremo per poi non trovare un lavoro.
I nostri figli, nipoti e così andando … non nasceranno in un posto che emana terrore.
No, non possiamo permetterlo.
-La rivoluzione non è un pranzo di gala;
non è un opera letteraria, un disegno, un ricamo;
non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità.
La rivoluzione è un insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un’altra.
Mao Tse-tung, A proposito di un’inchiesta sul movimento contadino nello Human, 1927-
Giuditta.
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14 Commenti 







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melita
mi piace molto!
romano
Articolo ben scritto
patriscia
concordo con te…
gabrighisv
Beh hai scritto proprio bene(= hai una visuale pessimista ma mi sa proprio che hai ragione