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Istituto: Carbone (succ.G. Marconi) (Corso Camillo Benso Conte Di Cavour 6/B)

Città: TORTONA

Redazione: I Carbonella

Strano ma vero

Strano ma vero
Credevo che una città senza libri fosse un'utopia, ma mi sbagliavo. I dati risultanti sono impressionanti e anche molto importanti. Ognuno di noi si preoccupa di curare l'aspetto esteriore come i vestiti, il trucco, la sanità e moltissime altre cose, ma a quanto pare non tutti si preoccupano di dover crescere poveri di cultura. È necessario dover apparire per come ci si veste, ma non per quanto si sa. È necessario anche dover dimostrare a qualcuno il proprio valore semplicemente con l'aspetto esteriore, ma io non credo sia l'importante. Penso che se una persona deve dimostrare il suo valore, deve riuscire a trasmettere quello che sente, che prova, che pensa, che sostiene, quello in cui crede. Non credo sia corretto giudicare una persona dall'aspetto, perché si può sapere molto di più scoprendola fino in fondo. Cerco quindi di capire chi vive nei comuni senza librerie, dato che non è una decisione probabilmente che si può cambiare e che non può prendere un ragazzino o un semplice cittadino. La lettura è ciò che ci resta per poter viaggiare con la mente, che stimola la nostra immaginazione e la nostra fantasia e senza di essa probabilmente la nostra visione si fermerebbe a un decimo di quello che potremmo scoprire. La lettura ci sprona ad essere più curiosi, a voler scoprire di più in moti ambiti. Non immagino come sarebbe spenta e noiosa la mia vita senza dei libri. Personalmente non riuscirei a vivere in una città senza libri, anche se non ci sono moltissime soluzioni. Credo che un modo per poter sfuggire alla banalità quotidiana sia di trovare un metodo, come cercare i libri su internet per esempio o farsi prestare qualche libro da chi ne ha, cercare di far shopping nelle grandi città e per una volta rinunciare ai vestiti per un po' di cultura... piuttosto trasferirsi. Riteniamoci fortunati ad avere librerie e biblioteche, non sono da sottovalutare!