fioscanzano

Istituto: A. Fraccacreta (Via Adda 1)

Città: SAN SEVERO

Redazione:

LE NOSTRE PAURE PIU’ COMUNI..

LE NOSTRE PAURE PIU' COMUNI..
Ormai ai giorni d'oggi le paure tra noi giovani sono sempre più frequenti; tra di noi però esistono anche ragazzi che non hanno paura, quelli che sembrano sempre così forti e sicuri di sé, quelli che fanno le ore piccole nei locali, che bevono e fumano senza nessuna preoccupazione delle conseguenze, o che si sentono sempre autorizzati a giudicare e puntare il dito contro quelli che incrociano sulla loro strada. Nessun tipo di timore in nessun campo, dalla scuola alla vita in famiglia alle relazioni con gli altri. Ovviamente non è per tutti così, qua e la c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di distinguersi dalla massa, ma purtroppo è questo lo stereotipo più diffuso. In realtà, sono più che convinta che i ragazzi di oggi indossino sempre una sorta di maschera e abbiano così tante paure e insicurezze, da non volerne mostrare neanche una. Sono timori diversi da quelli di una volta, ma ci sono, solo sono più difficili da vedere. La paura di essere etichettato come “lo sfigato” perché non si mettono vestiti alla moda o firmati, paura di passare per “quello diverso”, paura di un presente o un futuro da soli, paura di essere scartati da una società che prima di tutto insegna ad apparire belli e perfetti, ma vuoti. Queste sono tutte cose che appartengono più o meno a tutti gli adolescenti, ma vengono represse, schiacciate dentro, come si fa con i vestiti nella valigia quando è ora di chiuderla, e penso succeda perchè la paura limita, blocca , e i giovani del XXI secolo non si possono permettere di avere freni, sarebbe una contraddizione vera e propria della loro filosofia (dettata dalla moda) di libertà e confini 0. Gli adolescenti, con tutti i loro mezzi, cercano anche di porre rimedio a queste preoccupazioni, ma non sempre fanno le scelte giuste. Per colmare l’insicurezza, per esempio, spesso iniziano a bruciare le tappe, a sentirsi e a comportarsi da adulti prima del tempo, a uniformarsi con la massa, a seguire le mode che,anche se impongono cose assurde, vengono assorbite come “legge universale”.