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Istituto: Polo della Val Boite (Via Dei Campi 2)

Città: CORTINA D AMPEZZO

Redazione: I petrarcheschi

Città senza libri? Mai.

Città senza libri? Mai.
È una realtà che sta pian piano prendendo piede, le librerie e le biblioteche stanno sparendo. Sarà per il progresso di tutte quelle nostre diavolerie tecnologiche, sarà per la mancanza di tempo, sarà per comodità o per mille altre cause, ma la lettura di un buon libro cartaceo sta sparendo. È molto più facile e veloce leggere le sciocchezze che vengono pubblicate su internet, spesso e volentieri scritte con un “italiano” che farebbe rivoltare il sommo poeta Dante Alighieri nella sua tomba. Pace all'anima sua. Verbi coniugati in maniera errata, virgole e punti a casaccio, abbreviazioni, come se la frase fosse un codice fiscale, i congiuntivi. Accidenti a voi e ai vostri congiuntivi sbagliati che fanno rizzare i capelli sulla testa di chi è costretto a leggervi. E tutto questo caos perché la gente non è più abituata a leggere. No, non si può immaginare un mondo senza libri. Non si potrebbe fare nulla e l'ignoranza prevarrebbe nella vita di tutti noi. I libri insegnano, insegnano matematica, scienze, arte, letteratura, insomma tutto ciò che si può sapere è ed è stato scritto all'interno di quell'insieme di pagine rilegate. Si sentono poi persone dire “a me non piace leggere”. Idiozia. Come puoi dire e pensare una stupidaggine così assurda? Ci sono libri e libri, di tutti i generi. Vanno dalle storie d'avventura, a quelle d'amore, ai libri di guerra, a quelli scientifici, dai gialli agli horror. Ce n'è veramente per tutti i gusti. E poi esistono una serie di emozioni e sensazioni allegate alla lettura di un buon libro. Il rilassamento, l'interesse e la curiosità, il profumo delle pagine dei libri, vecchie o fresche di stampa che siano, l'immersione in una storia appassionante, il vivere più vite in una volta sola. Infatti : “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro.” Umberto Eco