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Istituto: G. Renda (Via Scultore Francesco Jerace 21)

Città: POLISTENA

Redazione:

IL CIBO DEL FUTURO

IL CIBO DEL FUTURO
Secondo l’ONU, si prevede che nell’anno 2040 sul nostro pianeta ci saranno circa 9 miliardi di abitanti. Per questo è necessario prendere nuovi provvedimenti e sfruttare quindi le risorse della Terra per garantire a tutti una nutrizione adeguata. La soluzione più semplice e immediata sarebbe quella di preferire sempre più le fonti proteiche vegetali, come i legumi e i loro derivati, riducendo così il consumo di carne. Sappiamo quindi che le tecnologie permetteranno anche di creare della “carne artificiale” facendola crescere in laboratorio a partire da cellule staminali estratte dai muscoli animali. Alcuni “alimenti del futuro” che conosciamo sono le cavallette che sembrerebbero risultare molto croccanti, meduse e tanto altro. In molti paesi, infatti, come la Cina o l’India mangiano già anche i serpenti, i cani e i gatti. Molti in Italia preferirebbero, invece, restare a digiuno piuttosto che mangiare insetti e/o altro che non sia il solito alimento. Il problema è maggiore quando si tratta dei vegani, ma cosa che non sanno è che oltre all’hamburger di “carne” sarà possibile trovare anche hamburger a base di alghe e/o legumi che anche adesso troviamo in commercio, l’esempio più noto è la spirulina che è ricca di amminoacidi essenziali, vitamine e antiossidanti. Si tratta quindi di alimenti ecologici e molto completi a livello nutrizionale. L’uomo del futuro come quello del passato opera nella società solo se possiede le energie utili a sostenerlo, esse conferiscono la forza per affrontare le avversità della vita: dal lavoro alla famiglia. Tutta la storia dell’umanità è attraversata dall’incrocio tra tradizioni alimentari diverse: basti pensare alle colonizzazioni antiche e moderne, agli scambi commerciali e ai più recenti flussi migratori, che hanno fatto si che molti piatti provenienti da paesi lontani (per esempio il Kebab nordafricano e il sushi giapponese) venissero adottati e riadattati dal paese ospitante. Certamente il futuro è scritto nel nostro passato e il cibo di strada, che è sempre esistito e ancora sopravvive, testimonia il valore di tradizioni antiche come il mondo che si proiettano nel futuro. Fondamentalmente è nutrirsi, tutti, ma nutrirsi bene.