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Istituto: G. Renda (Via Scultore Francesco Jerace 21)

Città: POLISTENA

Redazione:

Le ferite invisibili

Le ferite invisibili
Sopravvivere alle catastrofi naturali Ci lasciamo alle spalle un inverno che non ha avuto pietà di niente e di nessuno. Un inverno che ha funestato l’Italia mettendola in ginocchio. Il maltempo, non solo ha flagellato l’Italia, ma in particolar modo quella del centro e del sud. La neve ha sicuramente affascinato tutti noi finché siamo rimasti chiusi nelle nostre calde case, ma non si può fare a meno di pensare che questo gelo ha peggiorato le condizioni di vita di tanti che si ritrovano a vivere tutt’ora in mezzo alla strada, come i barboni, che nel 2017 muoiono a causa del freddo, o i terremotati, che hanno perso tutto e vivono in condizioni estreme col terrore di nuove scosse e della neve che non riesce a coprire la loro disperazione. Basta pensare alla tragedia che ha colpito i terremotati ad Amatrice che, nonostante si siano rimboccati le maniche per ripararsi nelle tende, hanno dovuto anche affrontare la bufera e il gelo della neve e del vento che li ha colpiti. Questo non ha fatto altro che causare molti danni, tanto che tutta l’Italia si è unita al dolore di quelle povere persone, donando anche molti soldi che, purtroppo, non sono mai stati spesi, e questo ci ha fatto pensare che tutti noi siamo soli e che se a qualcuno fa piacere aiutarci non gli è concesso. A causa del maltempo è successo anche che nella zona di Pescara, una valanga di neve ha stravolto la vita di tante persone, causando danni all’albergo dove risiedevano, ma soprattutto stroncando la vita di molti. Quest’anno il 2017 è partito nella maniera sbagliata, ci sono stati molti incidenti, molti feriti, molti morti, e chi più ne ha più ne metta. Ma qualcosa è stata fatta per evitare tutto ciò? I terremotati, che hanno perso tutto, vivono in condizioni estreme, col terrore di nuove scosse e della neve che li ha coperti. Ecco, in molti abbiamo gioito quando la neve cadeva dal cielo, ci siamo divertiti guardandola, ma dopo nemmeno due giorni non facevamo altro che lamentarci del freddo e pensare ogni tanto “chissà quelle povere persone cosa patiscono”. Ci è dispiaciuto enormemente sapere che persone, soprattutto bisognose hanno sofferto ingiustamente; all’inizio ci convincevamo a pensare che fosse normale, perché è la natura ad essere imprevedibile, ma poi, arrabbiati, abbiamo pensato che se qualcuno ha bisogno è necessario aiutarlo e non per forza perché dobbiamo ricevere qualcosa in cambio. Ora la domanda sorge spontanea, perché le chiese non sono state lasciate aperte per ospitare quelle povere persone? Perché nessuno si è offerto di donare un piatto caldo? Lo fanno solo quando conviene loro? La risposta più consona è sicuramente che i primi a dover cambiare, siamo proprio noi, aiutare il prossimo e migliorare tutti insieme per avere un futuro migliore, il nostro. Il governo e le associazioni donano veramente ai terremotati? Donano veramente ai bisognosi? O ingannano ulteriormente con il loro finto buonismo? Ma soprattutto chi si prende la responsabilità del benessere psicologico di cui tanti a causa delle catastrofi naturali, sono stati privati? Chi sopravvive ad una tragedia, ricordiamolo, non è più vivo. Ungaretti scriveva <>.