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Istituto: Soverato Liceo Scientifico A.guarasci (VIA AMIRANTE)

Città: SOVERATO

Redazione: cogito ergo sum

LA TRAGICA STORIA DI NONNA PEPPINA

LA TRAGICA STORIA DI NONNA PEPPINA
«È uno schifo. È proprio uno schifo. Sono una persona molto religiosa e prego per loro. Ma so’ stati tanto cattivi con me. Bestie. Proprio bestie». Queste le parole di Peppina Fattori, 95 anni portati con dignità, mentre siede in un angolo della sua “casa” provvisoria: un container 2 metri per 5, privo di bagno. È affranta e disperata, guarda nel vuoto, con gli occhi gonfi e un fazzoletto in mano, e prega per chi le ha del male. La storia di Giuseppina Fattori è una storia tragica: a causa del terremoto dell’ottobre 2'016 si ritrova senza casa e costretta a vivere in paesi limitrofi ospitata dalle figlie e a convivere con un costante malumore poiché lei ha passato tutta la sua vita a Fiastra e vuole continuare a passarla lì. Si trasferisce in un container di 10 metri quadrati senza acqua e senza luce pur di vivere nel posto in cui ha trascorso tutta la sua vita. Finalmente nell’agosto del 2017 va a vivere in una casetta regalatele dalle figlie: Giuseppina è contenta, la casa è norma ma non ha l’autorizzazione paesaggistica e a metà settembre viene sfrattata dalla casa ritenuta abusiva. Così comincia l’incubo di Giuseppina Fattori, vittima della burocrazia. Viene fatto un corteo in suo onore, interviene la politica, si mobilita anche Salvini, eppure il 24 settembre la procura sfratta l’anziana. La procura di Macerata fa rientrare “Nonna Peppina, così chiamata dai giornalisti che l’hanno intervistata, in casa sua per pochi giorni e solo a causa dell’attenzione mediatica concentrata su questo caso. La storia ancora non si è conclusa. Le figlie dichiarano che basterebbero 7 mesi per ottenere l’autorizzazione paesaggistica. Una storia molto triste e che nessuno vorrebbe vivere, figuriamoci una donna di 95 anni.”Dura lex sed lex”, direbbe qualcuno; io risponderei che sì, la legge è legge, ma noi cittadini italiani abbiamo il diritto di essere tutelati e, soprattutto, coloro che a una certa età non hanno più la forza di andare in giro a cercare una nuova casa e sono persone di un’altra epoca, dove si era più attaccati al proprio territorio d’origine e alle proprie radici. Il punto non è se l’Italia è o non è un paese per vecchi, il punto è che bisogna stabilire delle leggi dove in questi casi straordinari la vittima sia assicurata. Io ritengo che data l’avanzata età e la fragilità di Peppina, la burocrazia potrebbe lasciarla nella sua casa senza dare motivo di preoccupazione al suo debole corpo e al suo debole animo