ricky00

Istituto: G. Ferraris (C.SO MONTEVECCHIO 67)

Città: TORINO

Redazione: The thing goes skrrra

Emozionarsi sognando,emozionare scrivendo

Emozionarsi sognando,emozionare scrivendo
Scrivere e sognare sono la medesima cosa. Se si scrive bene si fa sognare e se si sogna si ha la possibilità di esprimere con la scrittura qualcosa di unico e inimitabile. Non è per niente facile e scontato riuscire a raccontare senza pudore e vergogna un sogno, una situazione così intima, così personale capace di estraniare completamente dalla realtà e di lasciare una persona completamente da sola, incapace di poter chiedere aiuto, costretta ad affrontare, sia nel bene che nel male, quella circostanza surreale e inaspettata con le sole proprie forze. Ma sognare può rappresentare l’ispirazione originaria di un racconto ,di un film, di un libro ed è stato proprio così per grandissimi scrittori di fama mondiale, come Hemingway che, a partire dall’argomento dei suoi sogni, donne e guerra, scrisse famosissimi romanzi da cui nacquero anche celeberrimi film. Ecco un sogno, il mio sogno: tutto era chiaro, luminoso, splendente, non capivo esattamente dove mi trovavo né tantomeno il motivo per cui ero immerso in quell’assoluto silenzio, ma ad un tratto vidi una figura familiare che riconobbi immediatamente: era mio nonno col suo inseparabile bastone, che ,sorridendo, mi portava in terrazzo per giocare a pallone; io calciavo la palla coi piedi e lui me la ripassava col bastone che molti considerano un ostacolo, ma che da lui era non solo accettato, ma persino benvoluto in quanto gli permetteva di giocare con suo nipote, nonostante le difficoltà fisiche che la vecchiaia gli aveva inevitabilmente causato. E andammo avanti così per ore senza che ci curassimo né dell’orario né dei sporadici richiami di mia madre, preoccupata che il nonno si potesse stancare. Improvvisamente però tutto finì, suonò la sveglia. Era il giorno del funerale di mio nonno, morto dopo mesi passati in ospedale. Continue telefonate infestavano la casa. Sorelle, fratelli, amici e altri parenti erano appena arrivati dalla Sicilia, bisognava andare a prenderli. La tristezza e il dolore aleggiavano pesantemente nella casa. Il nodo alla gola si faceva sempre più opprimente. Il risveglio peggiore. Il sogno si era trasformato in un incubo perché mi aveva riportato nella straziante realtà. E così che esiste un legame imprescindibile fra il sogno e la scrittura perché entrambe provocano emozioni, fanno stupire, fanno commuovere, trasportano in un’altra dimensione in cui nessuno può entrare. La scrittura di sogni poi permette di rivivere incredibilmente le stesse emozioni di quel momento, perché ci si ritrova nella stessa situazione, sembra che il tempo si sia fermato, che la vita si sia presa un pausa o che s’intrecci inspiegabilmente con il surreale, con qualcosa che in fondo è solo frutto di invenzione. Non è razionale, non si può spiegare, si può comprendere solo se si sogna, se si scrive, se si vive di questo, di stupore, di meraviglia, di emozioni perché in realtà “la vita e i sogni sono pagine dello stesso libro, leggerli con ordine è viverli, sfogliarli a caso è sognare”(Arthur Shopenhauer).