francesca281

Istituto: F. Filelfo (Piazza Dell'Unita' 3)

Città: TOLENTINO

Redazione: LES JOURNALISTES

Scrivere è sognare due volte

Scrivere è sognare due volte
Me ne arrivano tanti di messaggi nel mio cellulare, ma quello che ho letto l’altro giorno mi ha proprio spiazzato. Era un messaggio di papà! “Luca preparati che fra un’ora ti vengo a prendere, ti porto in un posto!”. “Ma dove mi dovrà portare?” mi sono chiesto, ma non ho osato dirglielo perché sotto sotto avevo paura che cambiasse idea e pensasse che non volessi andare con lui. Così mi sono preparato e ho aspettato che suonasse il citofono. Non voglio che pensiate che mio padre sia una persona assente, ma uscire per andare da qualsiasi parte io e lui da soli è sempre o quasi un’impresa impossibile. Finalmente è arrivato il suono del citofono e con velocità quasi supersonica mi sono precipitato di sotto. E mi sono anche chiesto perché andassi così veloce e la mia risposta era sempre quella: ”Se non mi sbrigo cambia idea”. Ovviamente appena sono salito in macchina non sono riuscito a trattenermi e gli ho chiesto dove saremmo andati e lui mi ha risposto con una frase che non mi sarei mai immaginato: “Andiamo a comprarci da vestire!”. Non ci crederete, ma non sono mai andato da solo con mio padre a comprarmi dei vestiti e ad essere sincero era una cosa che sin da piccolo avevo desiderato. Io e lui a fare compere, io e lui complici per essere più belli e soprattutto per conoscerci un po'. Eccolo qua il punto! Conoscere papà, questa cosa l’ho sempre tanto desiderata perché penso di non sapere bene chi è e soprattutto cosa pensa, cosa sogna, se è felice con noi, con la nostra famiglia. Lui è sempre scherzoso e non riesco mai a sapere se ha qualche preoccupazione, se sta bene, se posso parlargli di me o parlare di lui. E ora l'occasione si era presentata! La prima tappa è stata un negozio di pantaloni e camicie. Beh, non ci crederete ma sono morto dalle risate nel vedere papà in difficoltà con la sua pancetta e con una taglia introvabile. Ho scoperto che il suo sorridere sempre non è un segno di superficialità, ma al contrario la capacità di accettare un difetto, un limite, un qualcosa che non si vuole ma che purtroppo si ha. Poi siamo passati alle scarpe. Che meraviglia!!! Ho scoperto di avere i suoi stessi gusti e che lui ha anche bisogno di un mio consiglio, di un mio parere, sapere questo mi rende felice, mi fa sentire importante e soprattutto in sintonia con lui che tante volte vedo e sento lontano. Non parliamo poi di quando ci siam seduti in pizzeria per mangiare. Lui che è papa e che un po' incute timore mi ha fatto capire che è imbarazzato nel parlare con me perché nessuno dei suoi genitori lo ha mai fatto con lui. Quindi ho capito che non è la voglia che gli manca, ma proprio non è capace! E allora ho cominciato io. Ma sapete quanto abbiamo parlato? Tantissimo, un pomeriggio intero. Che bello! Che meraviglia! Mi sono liberato di tante paure, di tanti falsi pensieri, di tante idee sbagliate. Ho visto un papà divertente, debole, sicuro, imbarazzato. Ho visto in lui tutte quelle emozioni che provo anche Io, che proviamo tutti e questo me lo ha fatto sentire vicino anche quando per lavoro sarà assente sia fisicamente che mentalmente. Questo è il mio sogno e scrivere per raccontarlo e, addirittura, mi ha permesso di ricordare tanti particolari e di rivivere quelle sensazioni che mentre sogno si provano veramente. Scrivere e sognare sono la stessa cosa. Anzi, scrivere è sicuramente sognare due volte.