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Istituto: G. B. Quadri (Via Giosue' Carducci 17)

Città: VICENZA

Redazione: Partonopere

Sognare: fermati e scrivi!

Sognare: fermati e scrivi!
Tutti hanno sognato nella loro vita e tanti di voi, se non tutti, si ricorderanno uno di questi sogni. Vi siete mai chiesti cosa siano questi strani fenomeni e cosa significhino? Molto probabilmente sì. Gli studiosi pensano che i nostri sogni siano la chiave per comprendere la nostra psiche. “I sogni sono una finestra sulla parte inconscia della nostra psiche. Si possono ricavare una massa d'informazioni importanti che potrebbero aiutarvi ad essere persone più felici, sane e più evolute” scrive uno psichiatra di nome Stout. Ma non bisogna prendere i significati letterali di questi sogni: tutti gli psichiatri sostengono che tutto quello che sogniamo è metaforico. Ad esempio, se sogniamo la morte, significa che una parte di noi (può essere una parte della nostra personalità, così come può essere l'allontanamento da qualcosa) sta “morendo”, se ne sta andando; oppure se sogni di essere impreparato per qualcosa, allora significa che hai paura di mostrarti vulnerabile. Quindi, i nostri sogni rappresentano quelle nostre emozioni, sensazioni, azioni che noi proviamo o facciamo, ma delle quali non ci rendiamo conto. Stout prima ha detto che i sogni, se analizzati, possono renderci persone più felici ed evolute, e quale miglior modo di analizzarli se non quello di metterli per iscritto? Molte persone tengono un diario segreto sul quale scrivono tutto quello che hanno fatto la giornata e, anche se alcuni lo fanno per il semplice desiderio di scriverlo, tanti lo tengono anche per poter riflettere sulle loro azioni. Anche scrivere i nostri sogni ci porta a riflettere, per questo ci permette di evolverci. Proprio per questo si può dire che i termini scrivere e sognare possono andare a braccetto. C'era una bambina piccola che un giorno andò al circo: un giorno che la cambiò. Lì vide molti giocolieri, acrobati, clown. Soprattutto clown. Lei quel giorno vide un pagliaccio con un sorriso inquietante: un sorriso che le rimase impresso in testa. Cominciò a sognare quel sorriso, quegli occhi che sembravano così cattivi… all’inizio lei non ci fece caso: era convinta che prima o poi quegli incubi sarebbero finiti. Ma così non fu: quegli incubi, da semplici volti, cominciarono a diventare delle vere e proprie scene del film dell'orrore: sognava la morte delle persone a lei care, la morte dei suoi genitori, la corda verso la sua morte, che però non avveniva mai. Lei si disperò, in cerca di soluzioni. Poi, un giorno, lesse su internet che scrivere le proprie esperienze, reali e/o immaginarie, può aiutare a riflettere, a ragionare, a superare. Lei all’inizio era scettica: aveva provato ad andare da uno psicologo, ma non era cambiato molto. Se non ci era riuscito uno psicologo ad aiutarla, come avrebbero potuto risolvere i suoi problemi un foglio di carta e un po' di inchiostro? Quando passò un altro po' di tempo, lei si disse: “Cos’ho da perderci?”. Decise di provarci. Com'è andata a finire? Ora sta bene, non soffre più a causa di questi incubi. Sembra quasi che dare un po' di attenzione a questi “sogni” possa risolvere dei problemi, così come li ha risolti a questa bambina. Chi ci dice, quindi, che i libri che leggiamo non siano semplicemente i sogni degli autori che li scrivono? Chi ci dice che la Rowling non abbia effettivamente sognato un mago di nome Voldemort che uccideva le persone? E chi dice che le storie horror scritte non siano frutto delle fobie degli autori? Non per tutti sarà così, ma qualcuno, in tutti questi anni, qualcosa del suo inconscio forse l’ha messo. Quindi: possono la scrittura e i sogni andare a braccetto? Sicuramente sì: possono aiutarci a riflettere, a capire, a cambiare, aiutare e possono anche essere frutto di qualche risata in compagnia.