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Istituto: Soverato Liceo Scientifico A.guarasci (VIA AMIRANTE)

Città: SOVERATO

Redazione: Non ci resta che scrivere

EMOJI: NUOVO LINGUAGGIO :)

EMOJI: NUOVO LINGUAGGIO :)
Le emoji sono figure che vengono utilizzate nella maggior parte delle conversazioni di tutto il mondo. A precederle furono le emoticon ovvero rappresentazioni delle espressioni umane, mediante simboli offerti dalla tastiera. La prima emoji fu creata in Giappone intorno al 1990. L’ideatore non registrò i diritti, inconsapevole di aver inventato un nuovo linguaggio. Andando avanti con il tempo, esse si svilupparono fino ad oggi. Lo scopo principale di questi simboli è quello di rafforzare il messaggio che viene inviato, trasmettendo inoltre l’emozione che prova in quel momento colui che scrive. È molto comune tra le persone confondere i significati delle piccole faccine. Molti infatti interpretano diversamente la reale espressione di esse. Un esempio lo troviamo in quella che ride fino alle lacrime con la bocca aperta. In essa sono presenti tante incomprensioni poiché alcuni pensano che pianga ed altri che rida. Per questo motivo di tanto in tanto i messaggi vengono fraintesi. Perfino la “Crusca”,l’accademia italiana che regola la nostra lingua, è intervenuta dicendo di dover stare attenta alle gaffe che potrebbero causare. In un testo comunicativo importante, è coerente non utilizzarli poiché non risulterebbe serio, ma quasi ironico. Oltre tutto hanno fatto ingresso anche nella comunicazione aziendale in modo tale da incrementare e rafforzare il target. È dunque importante capire il reale significato di esse e utilizzarle nel modo appropriato. Tuttavia tra scrivere adeguatamente e utilizzare le faccine, c’è molta differenza. Sono forse esse che gravano sulla scrittura dei giovani? A mio parere è giusto utilizzarle ma in modo opportuno poiché, anche se in poca quantità, esse riescono a far capire il concetto e ad attirare maggiormente l’occhio del lettore. Contrariamente se vengono sostituite alle parole sintetizzando e facilitando la compressione, potrebbero rilevare un’assenza di linguaggio e difficoltà nell’esprimersi.