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Istituto: F. Filelfo (Piazza Dell'Unita' 3)

Città: TOLENTINO

Redazione: LES JOURNALISTES

Libertà di parola” vuol dire “responsabilità di parola”

Libertà di parola” vuol dire “responsabilità di parola”
Partendo dal presupposto che dal momento in cui siamo nati, siamo stati dotati di ragione, intelletto, pensiero e parola, si dimostra che per ognuno di noi sia lecito dire e pensare ciò che si vuole. Nel singolo, appare molto semplice pensare ad una libertà di parola, ma dal momento in cui viviamo in una collettività quotidiana, il tutto appare più difficile. Mettere d’accordo vari pensieri, confrontarsi, discutere, non è da tutti ma lo dobbiamo far diventare per tutti per una convivenza pacifica e risoluta. Perciò lo scopo dello Stato in cui viviamo è la libertà, così che ogni individuo possa pensare ed esercitare la propria mente; naturalmente appurato che non può avvenire che la pensino tutti allo stesso modo, rimane difficile pensare e creare un mondo nella pace, perciò dal momento in cui ciò che non può essere vietato, va permesso, e nascendo così vari inconvenienti come: l’avarizia, l’invidia, l’ubriachezza; ed essendo questi inconvenienti tollerati, a maggior ragione va concessa la libertà di giudizio la quale viene considerata una virtù e di conseguenza non merita e non deve essere repressa. Supponendo che ci sia la possibilità di reprimere tale libertà, questa legge non potrà mai impedire che gli individui non pensino ciò che essa non vuole, perciò ne seguirebbe che gli uomini continuerebbero a pensare una cosa mentre ne dicono un'altra, il che non sarebbe moralmente e fedelmente corretto, e porterebbe solo ad un odio e un principio di repressione di cui lo Stato potrebbe solo che risentire. “Perciò l’organizzazione politica deve consentire all’uomo di vivere in pace e sicurezza affinché possa mediante la ragione affrancarsi dal dominio alle passioni e cooperare con i suoi simili alla realizzazione di una sempre più compiuta vita sociale. È assurda la pretesa del potere politico di imporre ai sudditi determinate condizioni, perciò lo Stato che lo fa nega la sua ragion d’essere.” (Cit : Spinoza) Se allora, da quanto diciamo ogni uomo dovrebbe avere tale libertà, sicuramente di conseguenza dovrebbe anche essere tutelato, invece molto spesso non è così e non lo è stato nemmeno in passato. Socrate, fu processato per accuse come empietà e corruzione quando in realtà il vero problema era la paura del suo pensiero, “ Ma è giunta, ormai, l'ora di andare, io a morire, voi a vivere”; Ipazia, una delle più grandi filosofe della storia, non era cristiana e perciò fu uccisa dai cristiani, Galileo Galilei, costretto ad abiurare, Giordano Bruno condannato al rogo. Nessuno dovrebbe mai rinunciare alla propria vita per quanto detto, studiato e pensato, eppure fin dall’antichità c’è sempre stata qualche censura, sperare nell’evoluzione è un passo azzardato in quanto più progrediamo più crediamo certe cose siano state sbagliate, ma sicuramente una di queste non è la libertà di parola, privare qualcuno della possibilità di dire qualcosa è la cosa più sbagliata che ci possa essere, e chi abusa del potere per fare ciò non è un vero presidente ma un dittatore.