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Istituto: D. Borrelli (PIAZZA UMBERTO I 15)

Città: SANTA SEVERINA

Redazione: Sophia

I siti UNESCO del vicino sono sempre più verdi

I siti UNESCO del vicino sono sempre più verdi
L’Italia, nel 2017, detiene il record per il maggior numero di siti UNESCO al mondo. 53 bellezze patrimonio dell’umanità sparse su tutto il territorio nazionale. Nessuna capacità di valorizzarle adeguatamente. Ebbene sì, perché si possono contare sulle dita di una mano i siti rinomati oltre confine. I centri storici di grandi città come Venezia, Roma, Napoli o Firenze restano il viaggio dei sogni di un gran numero di turisti oltreoceano, ma meraviglie dell’entroterra restano confinate alla loro territorialità, dando da mangiare a qualche bancarella di souvenir tra calamite e liquore locale. Una realtà che, pur potendoci rendere fieri del nostro immenso e spettacolare patrimonio storico artistico, ci ritrae come incapaci di comprendere e – di conseguenza – valorizzare la fortuna di essere la pietra angolare della cultura mondiale. Philippe Daverio, noto critico d’arte, definisce gli italiani come “cialtroni”, inetti a rendere la cultura e il turismo anche una fonte di guadagno e di notorietà. Per fare qualche esempio: Castel del Monte in provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia, patrimonio dell’umanità dal 1996 e la sua base ottagonale sarebbero capaci di ammaliare le folle di tutto il mondo, data la sua architettura peculiare, ritratto del fiorente Sud Italia sotto l’illuminato imperatore Federico II. La sua struttura compatta e candida è contrapposta ad un interno spoglio e vuoto e pochi si ricordano del fatto che la testa delle monete da 1 centesimo in Italia sono occupate dalla figura stilizzata della fortezza. Ovvio che allo stesso modo il centro storico di Urbino o le città tardo barocche della Val di Noto non saranno ricordate come la laguna veneziana grazie alla pessima strategia, tutta italiana, dell’ “erba del vicino è sempre più verde” e in questo caso de “i siti UNESCO del vicino sono sempre più verdi”. Le dominazioni, un misto unico di culture, tradizione e religioni hanno reso l’Italia la regina dei patrimoni UNESCO, ma gli italiani, un po’ per pigrizia, un po’ per abitudine all’autocommiserazione, non sono ancora in grado di dare la giusta importanza a tutti i 53 siti patrimonio dell’umanità.