E’ questione di cultura.
Non dimentichiamoci che anche il cibo ha un proprio significato culturale, così come gli abiti, le abitazioni e l’arte. La cultura dei diversi popoli, distinti in aree nell’epoca del diffusionismo, è caratterizzata soprattutto dal tipo di cibo che si produce e si consuma.
Oltre a soddisfare un bisogno primario, con il cibo noi affermiamo chi siamo, da dove veniamo e come viviamo e pensiamo. Il cibo è uno strumento per comunicare relazioni, identità e differenze. Le diverse pratiche di produzione, trasformazione e consumo degli alimenti sono legate all’organizzazione sociale e costituiscono il principale mezzo di espressione e riproduzione del sistema sociale. Inoltre, il cibo è anche indicatore di status sociale, in quanto in molte realtà non tutti gli individui hanno accesso agli stessi cibi e ciò rivela una gerarchia sociale.
Nella prima metà del Novecento, l’antropologia ha iniziato ad occuparsi di ciò che hanno chiamato diffusionismo, ovvero si occuparono dei processi di diffusione della cultura. L’idea di fondo è che gli elementi culturali abbiano viaggiato nello spazio e nel tempo e si siano irradiati in una regione geograficamente delimitata. Di conseguenza il globo fu diviso in diciassette aree geografiche, ognuna contenente una cultura propria e diversa dalle altre. Ma nel mondo globale contemporaneo il concetto di aree culturali non è applicabile, in quanto la scala del processo di diffusione è ora globale. Si parla ora di globalizzazione o di McDonaldizzazione, per quanto riguarda ciò che il mondo ha acquisito dall’America, partendo dai fast food. Ma anche prodotti italiani sono venduti in tutte le aree geografiche del globo, come ad esempio l’ovetto Kinder per i bambini o grandi firme di moda italiane.
E’ questione solo di poco tempo che tutto il globo abbia la stessa cultura. Ognuno di noi ha provato, almeno una volta nella vita, un cibo di una cultura diversa dalla nostra, come ad esempio il cibo cinese, giapponese, thailandese, etnico, ma anche americano. Le donuts, i cookies americani, la coca cola, sono tutti prodotti americani, droga per alcuni di noi.
Allora perché dovrebbe farci ribrezzo provare il cibo di una cultura che comprende come cibo comune degli insetti? Eppure mangiamo le interiora degli animali e il pesce crudo, trovandoli deliziosi.
E’ questione di coraggio, oltre che di cultura: solo i più temerari riusciranno ad assaggiare insetti, l’importante è che siano serviti con un ottimo condimento!

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