Nel corso dei secoli l’alimentazione ha sicuramente subito ingenti modifiche: i sandwich hanno sostituito le bacche, la pasta ha rimpiazzato la carne cruda, la pizza ha soppiantato l’erba. Insieme all’uomo anche la cucina si è dunque evoluta, divenendo non soltanto un’esigenza, bensì una vera arte, spesso elitaria, che riflette le passioni, la storia, le speranze di un popolo. La cucina oggi crea, sperimenta, forgia, rispondendo a gusti sempre più ricercati e scoprendo inedite combinazioni -talvolta insolite- di ingredienti sempre nuovi. Il cibo continua ad evolversi sia sul piano gustativo che in quello visivo, divenendo sia una piacevole combinazione di sapori che una sorprendente opera visiva, ricercando ogni giorno forme, colori ed equilibri differenti. Il cibo oggi non è solo una risorsa fondamentale per la perpetuazione della vita, ma una vera ricchezza alla stregua del petrolio, al quale è legato ormai anche per la scarsità di distribuzione sul pianeta: oggi le riserve alimentari sono diminuite esponenzialmente ed i prezzi sono aumentati vertiginosamente, mentre i terreni agricoli hanno acquisito un valore incalcolabile. Non sono oggi le armi a fare più paura, bensì la prospettiva di un futuro di indigenza alimentare.
Ed è sicuramente a causa degli innumerevoli programmi televisivi e riviste dedicate, che la cucina sembra essersi trasformata in una frenetica corsa verso un nuovo utopico e sensazionale, in cui il cibo è solo business. Il cibo scardina le nostre abitudini ed irrompe nella nostra quotidianità attraverso librerie, radio, televisioni, edicole, e sembra perdere spesso il proprio vero valore, diventando un mero oggetto all’insegna delle insensate logiche consumiste di oggi.
Si giunge così ad inventare il cibo stesso o a rendere appetibile e desiderabile ciò che in un primo momento molto disprezzerebbero. Dagli hamburger sintetici alle larve, dagli OGM alle costolette di rana; l’elenco è infinito e dettagliato.
L’alimentazione divide così i popoli in fazioni, tra coloro che intendono sdoganare ogni nuova tipologia di cibo, che esso sia un naturale piatto di insetti o un artificiale hamburger, e coloro che preferiscono agire con cautela, tentando di rimanere fedeli all’originario valore del cibo e non fidandosi dei nuovi rivoluzionari piatti.
L’Expo, da poco conclusosi a Milano, ha sicuramente apportato un contributo fondamentale nello sdoganare cibi ritenuti dai più inammissibili.
Creare, sperimentare, ideare, sono certamente atti imprescindibili dell’animo umano; come è possibile impedire all’essere umano di cercare nuove soluzioni, nuove vie? È tuttavia evidente che una logica di profitto, esclusivamente improntata al guadagno ed al consumismo, non giova a nessuno. Un connubio tra innovazione e tradizione non può che essere positivo, se si agisce con saggezza e cautela, impedendo che le mete logiche umane inibiscano anche il senso del cibo, il costituente fondamentale della nostra stessa esistenza.

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