Al cibo ormai si associano gli aspetti culturali ed etnici di un paese, soprattutto dopo il successo di Expo 2015, fiera dedicata appunto all’alimentazione, che ha dimostrato a tutta Europa la valenza anche etica di ciò che produciamo e che ingeriamo, possibilmente senza sterili diffidenze o timori. Insomma, provare nuovi piatti tipici, provenienti da tutto il mondo, non è poi così male! Non bisogna allora scandalizzarsi che l’Unione Europea abbia finalmente concesso l’importazione nel Vecchio Continente di cibi come larve e insetti. A questa apertura ad esperienze gastronomiche inusuali, già molto positiva, si aggiunge la sperimentazione di un nuovo metodo di cucina che utilizza ingredienti formati in laboratorio, usufruendo di cellule staminali oppure di sostanze sintetiche. Il fatto che si faccia uso di sostanze di origine non animale o comunque naturale può inquietare, ma il progresso tecnologico anche in questo settore potrebbe in futuro rendere più apprezzato quanto oggi ancora si teme. Anche nel caso degli insetti ci sono molti pregiudizi che ci fanno diffidare: pure se infondati, fanno in modo che tutti noi occidentali non ci si sia più di tanto avvicinati a questi cibi, che sono peraltro molto apprezzati in altre parti del mondo, dove sono le nostre abitudini alimentare a suscitare ironie o disgusto.

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