Sono già passati un paio di mesi dalla chiusura di Expo Milano 2015 e la manifestazione ha presentato, per chi ha saputo andare oltre le apparenze spettacolari, una visione etica del cibo e uno sguardo speranzoso alla modernità e all’innovazione come garanzia per le generazioni future. Parliamo di una vera svolta nel campo alimentare, che vede come nuovi arrivati e futuri protagonisti dei nostri piatti insetti e larve, ingredienti portanti della cucina orientale. Queste new entry, ricche di sostanze nutritive ed ad alta disponibilità, stanno trovando diversi sostenitori, che ripongono su di esse enorme aspettative, attribuendo loro il compito di far diminuire la fame nel mondo in modo salutare. Ovviamente per noi occidentali, soprattutto per gli italiani, depositari della dieta mediterranea e fanatici della pizza, questa nuova alternativa sembra improponibile e, nonostante l’iniziale curiosità di alcuni, prevalgono ancora scetticismo e ribrezzo. Eppure è solo un fattore di cultura e di abitudini, destinato a cambiare con il tempo e ha poco senso che gli amanti del buon cibo salgano sulle barricate contrapponendo il cibo sano delle campagne e degli orti, divenuto ormai un elisir per una vita lunga e vigorosa, alle novità comparse ultimamente sul mercato, come le carni degli animali africani, tra cui coccodrillo e leone, o cibi sintetici, ossia creati in laboratorio. Ogni cultura, a seconda dei beni della propria terra e delle tradizioni locali, ha sviluppato un suo modo di apprezzare e vivere il cibo; il nostro modo di mangiare spesso rispecchia la nostra personalità e per questo, nonostante aspetti comuni, è distinguibile da qualsiasi altro. In qualunque caso, ognuno è nella posizione di poter decidere in che modo porre il cibo nella propria quotidianità, senza ostacoli, nella libertà di provare o rimanere fedele alle proprie abitudini.

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