Ogni Stato e popolo ha da sempre la propria cultura, c’è chi si alza al mattino con il profumo di Bacon e uova strapazzate e chi invece preferisce una fetta biscottata con la marmellata tanto per dare un sapore dolce alla giornata.
Negli ultimi anni però, il cibo è cambiato, è diventata una moda, uno stile di vita o addirittura una competizione.
Ristoranti vegani e vegetariani spopolano in tutto il mondo senza freno, portati avanti da clienti ricercanti una forma fisica impeccabile, illusi sia da qualche strana diceria, sia dalla moda; seguire questa corrente significa essere innovativi, diversi, fare tendenza, talvolta mettere a rischio la propria condizione fisica.
Si dice “parla come mangi” poiché solitamente quando si mangia si è spontanei e non sorvegliati, liberi, ma questa è una libertà limitata.
Il cibo è antidoto e cura della stessa malattia: la fame.
Quante volte ci è capitato di avere improvvise voglie di fast food o altri cibi grassi? Una o due volte va più che bene sfogare queste che momentaneamente possono sembrare necessità, ma a lungo andare creano disturbi fisici rilevanti, tra cui obesità e, secondo predisposizione, anche diabete.
Alla fine però praticare esercizio fisico e mangiare cibi sani è la soluzione a tutti i problemi.
Il dubbio rimane però, questi che noi chiamiamo “cibi sani” cosa sono realmente? Sono i prodotti del proprio orto, cresciuti con le proprie mani e tanto sudore, oppure sono quelli nuovi, recentemente importati e entrati nel mercato europeo?
A mio parere entrambi sono salutari, che sia carne di coccodrillo o di zebra, che, a parer mio, spero non si diffondano troppo, se no probabilmente avremo altri poveri animali in via d’estinzione; oppure una vasta gamma di insetti, varianti delle cavallette, fino alle larve: anche su questi le persone sono molto riluttanti, specialmente per il loro aspetto;, ma salutari e soprattutto tradizionali,sono i cibi della propria terra, pomodori, mozzarelle, o una buona pizza, la pasta e tutti questi prodotti genuini che l’Italia da sempre ci offre.
Considerando i progressi della globalizzazione temo però che questa autosufficienza non durerà a lungo, è probabile che tra qualche anno a scuola si insegnerà una terza lingua differente da spagnolo o tedesco, che mangeremo pizza-kebap o sushi quotidianamente e che come accade da migliaia di anni anche la nostra Nazione muti le sue tradizioni.

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1 Comment
  1. hanaa 5 anni ago

    Ciao apeverelli8!
    Il tuo articolo fa riflettere sul valore del cibo e l’importanza che gli diamo. Spesso si sceglie una dieta particolare solo per essere accettati da un gruppo di persone che non rappresenta nemmeno la maggioranza, senza sapere che determinati alimenti o la mancanza di alcune sostanze possono influenzare negativamente il nostro corpo.
    A parer mio, hai svolto un bel lavoro anche se hai rischiato di annoiare data la lunghezza.

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