I nostri antenati ci hanno lasciato una terra pulita e sana, che l’uomo sta distruggendo ragionando come se fosse una miniera inesauribile da cui estrarre risorse. Le moderne politiche economiche concepiscono infatti uno sviluppo infinito senza fare i conti con una realtà, quella in cui operano, che è irrimediabilmente finita. Perseguendo la sola ricchezza come bene supremo, si è scelto un sistema che ci ha reso purtroppo dipendenti da risorse in via d’esaurimento e altamente inquinanti, primi su tutti i combustibili fossili, che danneggiano quell’ecosistema cui anche l’uomo appartiene. Un circolo vizioso dunque, un tunnel che non sembra lasciare intravedere alcuno spiraglio di luce, intrappolati come siamo nel vischioso oro nero. A farne le spese sono in primo luogo le specie che l’attività umana ha maggiormente stravolto a seguito delle proprie azioni sconsiderate, che sono state causa di sensibili cambiamenti territoriali e climatici. A fronte di ciò si ignorano o peggio si legittimano le terribili conseguenze subite dai più antichi abitanti di questa terra, gli animali. Negli ultimi cinquecento anni sono state 875 le specie estinte e ad oggi altre 5210 rischiano di andare incontro alla stessa fine. Gli scienziati incolpano la ferocia umana di questo sterminio e individuano l’unica soluzione possibile soltanto in una consapevole inversione di rotta verso scelte ecosostenibili.

Chiara Mochi

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