Dal 2 al 17 dicembre scorso si è tenuta la Conferenza ONU sulla biodiversità nella città di Cancun, in Messico. I dati sulla biodiversità emersi da questo meeting sono allarmanti: dal 1500 ad oggi si sono estinte 875 specie animali e attualmente 5210 sono a rischio di estinzione critico. Inoltre negli ultimi 30 anni abbiamo perso il 40% delle giraffe: infatti, se negli anni ’80 la loro popolazione superava i 150mila esemplari, nel 2015 era inferiore ai 100mila. Anche in Italia sono molte le specie in via d’estinzione, come per esempio l’orso bruno, l’anguilla, lo squalo volpe, mentre lo storione e la gru si sono recentemente estinti. Viene spontaneo chiedersi quale sia la causa di queste estinzioni o, per meglio dire, di chi sia la colpa. Gli scienziati hanno dato una risposta molto semplice: la colpa è dell’uomo. Infatti il 95 % delle estinzioni avvenute dal 1600 in poi sono state causate dalla caccia, dalla distruzione dell’habitat, dai mutamenti climatici o dalla competizione con specie introdotte, tutte attività di cui è responsabile l’uomo. Credere che l’uomo in futuro possa interrompere queste attività è un po’ difficile perché farlo significherebbe interrompere in parte lo sviluppo e il progresso, ma qualcosa bisogna pur fare, altrimenti vedremo scomparire molte altre specie animali.

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