Cuffie in testa e “ciao mondo, ci vediamo fra un pò”.
O forse no…
La tecnologia ha partorito, in questi anni, i suoi frutti più preziosi, tra cui iPod, iPhone, iPad, ma se c’è una cosa che rimane ancora nel mondo del duemilasedici sono le famose “cuffiette”, utilizzate da bambini, ragazzi, adulti e persino anziani.
Musica a palla e…pronti, partenza, via! Si esce di casa e col passo di una lepre si cammina per le vie della città ascoltando pop, rap, jazz, rock e chi ne ha più ne metta.
Un pò come chiudersi nella propria camera e rifugiarsi sotto la scrivania, o no?
Sembra di essere su un’isola deserta e lontana dal mondo conosciuto : auricolari dotati di casse in grado di rompere timpani e, putroppo, anche le vite di esseri umani, se utilizzate “malamente”.
Dispositivi che rendono pedoni e ciclisti simili a zombie mettendo in repentaglio la loro vita.
«Ascoltare la musica a tutto volume rappresenta uno stress uditivo continuo che può portare a un calo precoce dell’udito – afferma Luca Malvezzi, specialista dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria in Humanitas.
“Spesso il volume viene ulteriormente incrementato – aggiunge il medico – per escludere i rumori esterni, ad esempio mentre si viaggia sui mezzi pubblici o in metro, e per rendere ancora più intensa la fruizione.”
E’ così, non c’è niente da fare, e ovviamente le vittime non sono mancate…e non una.
Vite spezzate per il semplice gusto di isolarsi da un mondo dove macchine sfrecciano a cento chilometri orari e dove prodotti tecnologici diventano killer occasionali.
Certo, il buon senso deve esserci sempre, poichè basterebbe abbassare il volume e prestare attenzione al mondo esterno, ma forse una legge non sarebbe nemmeno male…

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Commenti
  1. mikyreporter 4 anni ago

    Il tuo articolo

  2. samantha5 4 anni ago

    Ciao dalla redazione “la nostra voce 1b , bel tema , ben strutturato anche io penso che le cuffie , usate da persone di varia et

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