L’evoluzione tecnologica ha sempre portato a ottimi risultati e ad un avanzamento della società, semplificando la nostra vita lavorativa e quotidiana. Le cuffiette, o auricolari che dir si voglia, sono di certo una delle invenzioni più apprezzate da persone di tutte le età in quanto, assieme ad uno smartphone, un MP3, un computer, permettono di ascoltare musica, o ascoltare contenuti audio di ogni genere ed in ogni momento. Tutti apprezzano sicuramente il poter portare la propria canzone preferita sempre con sé per avere la possibilità di ascoltarla ogni volta che se ne ha voglia. I problemi sorgono, come con tutte le cose in fin dei conti, quando si fa uso eccessivo di questi oggetti. Certamente, mentre si viaggia su qualche mezzo pubblico o si aspetta qualcosa/qualcuno, le cuffiette possono essere grandi amiche che ci fanno compagnia per quella mezz’ora che altrimenti sarebbe vuota o passata senza alcuno scopo. Tuttavia, se si fa un uso eccessivo, si può incorrere in gravi conseguenze. Tralasciando i danni all’udito che un uso prolungato potrebbe portare, ci sono problemi di concentrazione su quel che si sta facendo e, quando quello che si sta facendo è potenzialmente pericoloso, come attraversare la strada, sarebbe buona norma evitare di starsene concentrati sulla propria playlist e prestare un minimo della nostra attenzione a dove stiamo andando ed a quello che stiamo facendo. Per evitare gli incidenti dovuti alla scarsa concentrazione causata dalle cuffiette basterebbe davvero poco. Proporre una legge che limiti l’uso di cuffie persino ai pedoni penso sia eccessivo, basterebbe un poco di buon senso da parte di questi ultimi. Ci dovremmo rendere conto che non è necessario stare concentrati sulla musica fino ad estraniarsi dal mondo reale per godersi il pezzo musicale. Basterebbe quel pizzico di buon senso e di amor proprio, che talvolta manca in alcuni, che renderebbe possibile finire la canzone ancora in piedi e non in una stanza d’ospedale o non finirla proprio.

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1 Comment
  1. mikyreporter 4 anni ago

    Bell’ articolo, ben scritto e molto scorrevole e piacevole da leggere. Hai saputo spiegare in poche parole il concetto principale dando anche un discreto tocco personale. Il titolo

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