Rischiano la vita perché investiti uno da un’auto e l’altro da un treno: si tratta di due adolescenti e utilizzavano entrambi gli auricolari. Un particolare decisivo o ininfluente per la dinamica dei rispettivi incidenti? La rapida successione di questi due casi ha stimolato la riflessione a livello nazionale sulla necessità o meno di una legge per vietare l’uso in strada di cuffiette e simili: pare che il numero di morti causati dal loro utilizzo sia alto, ma va ricordato che si parla pur sempre di poche centinaia di decessi, a confronto delle migliaia causati semplicemente da una guida cattiva o disattenta. Gli auricolari, quindi, sono l’ultimo dei problemi che il sistema stradale italiano deve affrontare, perché è vero che causano molti morti, soprattutto giovani, ma in confronto a quelli provocati da alcool o mala guida, il numero dei decessi diventa ridicolo. Ciononostante, sembra che lo stato italiano sia orientato a legiferare in materia, ispirandosi a stati come gli USA, in cui l’uso degli auricolari è vietato sulle strade. In sostanza, l’Italia ha molti altri problemi a cui pensare, ma come al solito si focalizzerà su quelli più piccoli, tralasciando i più importanti e ipotizzando che il buonsenso degli italiani non abbia già fatto capire loro che a volte, il volume del mondo esterno è più importante del volume proveniente dal nostro dispositivo.

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  1. mikyreporter 5 anni ago

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