Nelle ultime settimane si è sentito parlare molto di “Charlie Hedbo”, un giornale satirico nel quale vengono ridicolizzate religioni come il cristianesimo o l’islamismo. Vengono presi concetti e principi di queste religioni e vengono realizzate caricature molto forti, a dir poco polemiche. Il fatto che abbia creato tutto questo scalpore intorno a sé è dovuto solamente all’attentato avvenuto il 7 gennaio da parte di due estremisti islamici, che non hanno gradito questo tipo di presa in giro. Poco dopo l’attentato, e dopo le varie notizie trasmesse in tv, tutti si sono ovviamente schierati da parte di “Charlie”, motivando il loro attaccamento al giornale con il fatto che più che alla sede parigina, l’attentato è avvenuto ai danni della liberà di parola e di espressione. È stato breve il passo dal non conoscere minimamente “Charlie Hedbo” allo scrivere frasi come “Je suis Charlie!” sostenendo completamente il giornale. Ma in quanti hanno davvero letto questo giornale? in quanti sanno veramente con chi o cosa si stanno schierando? Anch’io penso che uccidere delle persone solo perchè hanno dato fastidio alla propria religione sia gravissimo e polverizzi così i diritti della libertà, ma di certo non rivolgo tutto il mio odio verso l’islam. Piuttosto osservo entrambe le parti (in questo caso Charlie e i terroristi) e riesco a notare che all’interno della sede di questo giornale nessuno ha fatto nulla per impedire che qualcosa del genere accadesse. Anzichè dare un limite a quella che può essere considerata satira, hanno continuato a spingere arrivando all’offesa, bloccando così quella che a malapena era comicità. Analizzando l’azione da parte dei due estremisti , notiamo come questi fossero due fratelli di origine algerina e che probabilmente hanno agito di testa propria, reputando l’omicidio una buona soluzione. Pensando a quest’ultima riflessione, possiamo ipotizzare che non è stato un attentato organizzato da un gruppo terrorista, bensì una rivendicazione quasi personali da parte di due fedeli. In conclusione, ho da dire che la libertà non va mai e in nessun modo violata e spero che un evento del genere non accada più.
Je suis Charlie.

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