Sono migliaia, se non milioni, gli alberi che popolano il territorio italiano. Basta spostarsi di qualche metro per vederne uno o basta volgere lo sguardo in un’altra direzione. Sono essenziali per la nostra vita, ma da tempo se ne riduce costantemente il numero abbattendoli per rendere possibili le costruzioni edilizie.
Sin dai tempi delle civiltà più antiche, l’albero ha avuto una funzione sacra, magica e vitale. Era una figura soprannaturale a cui rivolgere preghiere o sacrifici, o che conferiva particolari capacità. Ma, soprattutto, consentiva la vita.
Nel corso del tempo l’unica funzione che è rimasta loro attribuita è quella vitale; e lo sono sia per la natura che per l’uomo. Svolgono un importante ruolo fisico, in quanto contribuiscono alla stabilità del terreno; a loro è attribuita gran parte della purificazione dell’aria e, inoltre, sono un’importante fonte di nutrimento.
Credo, però, che siano anche un’importante fonte storica, poiché sono molti gli alberi che riportano i segni di battaglie o rivoluzioni. Alberi piantati da persone che hanno segnato la storia, nel bene o nel male. Alberi che risalgono ad epoche storiche molto antiche. Alberi che, in un modo o nell’altro, portano con sé dei pezzi di storia.
Non è sbagliato dire che gli alberi sono cultura, non solo perché tramandano qualcosa, ma anche perché sono maestri, poiché insegnano all’uomo molte cose. Primo fra tutte, il rispetto per la natura: non sono rari i casi di esondazioni dovute alla distruzione di ettari di alberi, che fanno capire il costante errore che l’uomo commette decidendo di costruire illimitatamente.
Consentono di capire lo stato della natura: si capisce subito grazie agli alberi se la natura di un determinato luogo sia più o meno rigogliosa.
Gli alberi ci insegnano qualcosa, costantemente, che sia essa storia o vita. Spetta a noi comprendere questi insegnamenti.

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1 Comment
  1. cecilia2014 5 anni ago

    Ciao
    Concordo pienamente con ci

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