Nell’era della globalizzazione, dei social network e degli smartphone, l’informazione ha un ruolo sempre più rilevante. Ed è soprattutto attraverso la Rete ed i Social che buona parte della popolazione, oggi, si informa; siamo ormai interconnessi, e possiamo apprendere molto di più da uno schermo di pochi pixel che da un logoro giornale.
Tuttavia, la rete è anche il veicolo di colossali ‘bufale’, notizie false o inverosimili, totalmente inventate o semplicemente ingigantite, che spesso vengono considerate attendibili e diffuse attraverso ogni canale, ingannando il pubblico. Tra le tante affermazioni palesemente inventate riscuotono particolare successo quelle riguardanti la presenza di vita su altri pianeti, la morte di famosi attori o personaggi dello sport, la diffamazione senza alcun fondamento di Capi di Stato ed Enti internazionali.
Notizie spesso confermate da presunti esperti dai nomi e dai titoli di studio improbabili.
Le false notizie si diffondono ovunque a macchia d’olio: basta un semplice click. Un ‘Like’ tira l’altro, e i link illusori scalano le vette dei social, invadendo gli schermi di tutti.
Se un tempo le ‘bufale’ erano notizie inverosimili su scoperte mediche o sbalorditivi avvistamenti, oggi la disinformazione, servendosi di ignoranza, paura e credulità, si concentra soprattutto su razzismo ed omofobia, influenzando le opinioni politiche degli utenti, fomentando l’odio ed alimentando un comune senso di insicurezza che, è innegabile, esiste.
I siti che danno origine alle malsane burle registrano guadagni esorbitanti grazie alle proprie operazioni, in aggiunta alla grande influenza esercitata sul pubblico, in gran parte giovani. Le pseudo notizie, inoltre, generano traffico sul sito che ne è responsabile, rendendolo più desiderabile per la pubblicità. Ma anche gli hacker non sono estranei al sistema ‘bufale’: spesso, infatti, queste sono ideate da professionisti al solo scopo di appropriarsi dei dati personali di un utente, ancora una volta speculando sulla credulità del malcapitato.
Per combattere la piaga della disinformazione è necessario, dunque, sviluppare uno spirito critico ed attento, non accontentarsi mai di ciò che viene proposto, argomentare, riflettere, evitando di cedere ad sistema per cui “ciò che è stolto è giusto, e ciò che è giusto è stolto.”

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Commenti
  1. sarabee 5 anni ago

    Immagine e titoli forse un po’ scontati. Lo stile di scrittura e fluido

  2. melania11 5 anni ago

    Sono molto d’accordo con ci

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