Ognuno può dire di aver avuto a che fare con almeno una carogna nella
sua vita, cioè con una persona che considerava più autoritaria di quanto
potesse effettivamente permettersi o che agisse in modo scorretto, anche a
discapito degli altri, per i propri interessi. Ma se è vero ciò, anche le
persone che consideriamo tali, devono aver considerato qualcuno una
carogna, entrando così in un circolo vizioso dal quale nessuno di noi
probabilmente può sentirsi escluso. Sì perché in fondo siamo portati ad
agire seguendo i nostri interessi, è la nostra natura. Ognuno crede di essere
nel giusto quando agisce, nel “proprio” interesse, quindi tende a non
considerare tutte le variabili in gioco, essendo queste tendenzialmente
illimitate. Per questo, qualsiasi sia il nostro atteggiamento o carattere,
qualsiasi sia il nostro obiettivo, finiremo, chi più chi meno, a risultare
indigesti a qualcuno. Ma questo va bene, l’attrito è fonte di concorrenza,
genera ardore e sentimenti forti. Il problema sta nel saper comportarsi nel
modo migliore per portare acqua al proprio mulino quando si ha a che fare
con la carogna di turno. Come già detto, la reazione non deve mai essere
fonte di insicurezza o paura: bisogna sempre sentirsi all’altezza del proprio
avversario, indipendentemente dall’autorità che esso abbia, così da creare
quel rapporto di sana concorrenza. Nel caso in cui la carogna sia anche un
personaggio con un basso livello intellettivo, allora l’ideale è comportarsi
nel modo opposto: ignorarlo e lasciare che il suo atteggiamento lo rovini
da solo. E anche se così non fosse, perché è evidente che non siano tutti
geni ad occupare posizioni di rilievo nella nostra società, rimaniate fedeli
ai vostri principi. Chiunque potrà riconoscere la pochezza del vostro
avversario, probabilmente verrà usato, ma voi sarete consapevoli di essere
stati superiori nel vostro piccolo e di essere stati coerenti con voi stessi.
Questo sicuramente non potrà far altro che giocare a vostro favore. Se
invece si vuole evitare di risultare una carogna agli occhi di qualcuno,
temo che bisogna rassegnarsi. Prima o poi, in qualsiasi modo noi ci
comportiamo, incontreremo la nostra nemesi, oppure qualcuno che
neanche consideriamo e che passerà il tempo ad odiarci in silenzio, magari
come abbiamo già fatto noi in passato con qualcun altro. L’unico consiglio
che sento di dare è di essere sempre autocritici al massimo: solo chi è
pronto a tornare sui proprio passi può prendere la strada giusta per
diventare una persona perbene.

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