Quest’anno si festeggiano i 25 anni dalla caduta di un simbolo segregazionista: il muro di Berlino.
Il suo crollo segnò la fine della Guerra Fredda tra Stati Uniti e l’URSS l’attuale Russia, che si erano spartite la Germania in due parti: la parte occidentale in mano alla NATO e la parte orientale dei filorussi.
Costruito nella notte tra il 12 e 13 agosto del 1961 simboleggia anche la diversità della vita che vivevano i tedeschi della parte orientale e occidentale.
Molte famiglie furono purtroppo divise e non tutti riuscivano a sopportare il fatto di non rivedere più i propri familiari, perciò molti si diedero alla fuga tentando la fortuna. I cittadini si radunavano spesso nelle piazze per manifestare il proprio dissenso chiedendo pace e libertà attraverso proteste, ma quel muro di 155 km non crollò prima del 1989.
Ogni tentativo di oltrepasso del muro falliva: o si veniva uccisi dalle guardie o la disperazione della persona era tale da causare talvolta dei suicidi.
Da quel giorno del 9 novembre 1989 i tedeschi festeggiarono con feste popolari la loro libertà e le famiglie che all’inizio erano state separate, ora potevano riconciliarsi. Da quel momento non si ripeterono più episodi simili.

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