Estate 1961. Le grandi potenze si scontrano e Berlino diventa il teatro più appariscente di tale scontro, prima di tutto ideologico. La causa di questa seconda crisi berlinese è dovuta alla continua fuga di tedeschi della Repubblica Democratica verso la Germania Occidentale, dopo la repressione della protesta operaia del 1953. Questo fenomeno privava la Germania Est di manodopera specializzata e qualificata; poiché la fuga aveva in genere come prima tappa Berlino Ovest, facilmente accessibile dopo che i russi avevano riaperto le vie d’accesso terrestri bloccate nel 1948, il governo comunista tedesco chiese ai sovietici l’autorizzazione a prendere drastici provvedimenti. Nacque così l’idea di porre, fra Berlino Est e Berlino Ovest, un’insuperabile barriera divisoria, il cosiddetto Muro di Berlino, che divenne il simbolo fisico della divisione politica dell’Europa. L’operazione venne messa in atto all’una di notte del 13 agosto 1961 quando tutti i passaggi fra i due settori vennero bloccati da filo spinato; con il tempo, quella prima misura improvvisata si trasformò in un complesso sempre più sofisticato, lungo 166 chilometri e dotato di 285 torri di controllo sopraelevate. Il Muro divenne una delle più impenetrabili ed efficienti fortezze della storia; la sua singolarità consisteva nel fatto che il suo obiettivo non era quello di impedire l’ingresso ad un nemico, bensì la fuga ai cittadini di uno stato e di una città: il Muro era più simile al recinto di una prigione che ad un sistema difensivo tradizionale. Gli americani non si aspettavano un intervento così rapido e così radicale, sicchè furono colti di sorpresa e non seppero trovare alcuna risposta adeguata al gesto compiuto dalle autorità comuniste tedesche, semplicemente ribadirono la loro solidarietà nei confronti dei berlinesi dell’Ovest, solidarietà ribadita anche dal famoso discorso di J.F. Kennedy che, nel giugno1963, recandosi in visita ufficiale a Berlino Ovest, fece ricorso ad uno dei più tipici espedienti dell’arte oratoria: la ripetizione dello slogan “Lasciate che vengano a Berlino”, uno dei discorsi che meglio fotografano la cosiddetta Guerra fredda: “Ci sono molte persone al mondo che davvero non capiscono, o dicono di non capire, qual è la grande questione fra il mondo libero e il mondo comunista. Lasciate che vengano a Berlino. Ci sono alcuni che dicono che il comunismo è l’onda del futuro. Lasciate che vengano a Berlino…..”

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account