Avendo scelto di scrivere a proposito del muro di Berlino ho pensato di chiedere a mio padre qualche notizia sulla sua costruzione ma soprattutto sul suo abbattimento in quanto, essendo avvenuto nel 1989, era un argomento sul quale avrebbe potuto darmi qualche notizia dal vero. La storia recente infatti permette di conoscere qualcuno che può offrirci impressioni e racconti in prima persona. Di tutto potevo pensare tranne che mio padre alla mia domanda rispondesse indicandomi una piccola teca di vetro appoggiata al muro che da anni era in casa nostra e che conteneva un pezzo di cemento grigio grande quanto una scatola da scarpe con una delle superfici colorata con colori spray sgargianti. Avevo in mano un pezzo del muro di Berlino. Devo dire sinceramente che mentre mio padre sembrava prendere la cosa estremamente sul serio e in modo drammatico, a me non faceva un grande effetto quel piccolo frammento di calcestruzzo. Per lui sicuramente rappresentava un ricordo di un mondo che aveva conosciuto da giovane durante quella che era stata chiamata la Guerra Fredda. Un mondo in cui il Comunismo era considerato il male assoluto e dove l’Occidente e il blocco sovietico erano veramente due realtà completamente differenti, tanto da sembrare due universi distanti anni luce tra di loro. Io, che in quell’epoca non ero nemmeno nata, non riesco a percepire lo sgomento vissuto da tante persone semplicemente tenendo in mano un pezzo di muro anche se si tratta di uno dei muri più famosi della storia. Tuttavia devo dire che ripensando alla cosa in generale un po’ di inquietudine mi assale. Come è possibile che un muro sia stato capace di dividere due mondi, separando persone, amici, affetti e tante vite? La cosa mi è sembrata ancora più assurda quando ho osservato una mappa della Germania al tempo del muro in cui si vede Berlino divisa in due nella Repubblica Federale Tedesca. Si vede Berlino Ovest completamente circondata dal muro. Uno potrebbe chiedersi perché fosse stato necessario costruire un muro quando sarebbe bastato invadere la parte ovest di Berlino e annetterla completamente alla Germania dell’Est. A parte le questioni politiche e militari sarebbe stata la soluzione più semplice o più logica anche se di logico in questa storia sembra esserci abbastanza poco. In realtà la vera risposta la si trova pensando che il muro in questo caso non era solo una costruzione fisica ma era una costruzione simbolica. Il muro in questo senso non serviva a separare le persone ma a separare molto di più. Con il suo incredibile impatto emotivo, sociale e culturale, per trent’anni qualche migliaio di blocchi di cemento hanno tenuto divisi non solo i cittadini di Berlino o della Germania ma l’intero mondo. Possiamo solo provare ad immaginare lo sconforto e la disperazione di amicizie e famiglie divise, apparentemente per sempre, nella stessa città e possiamo anche pensare a come questa disperazione sia stata amplificata nel resto del mondo. Le persone da sempre costruiscono muri reali o immaginari per chiudere all’esterno le persone che ritengono diverse o per crearsi delle barriere e isolarsi. Il muro impedisce il contatto in tutti i sensi e gli uomini che sono fondamentalmente degli esseri bisognosi di stare insieme cadono nella disperazione di fronte ad un muro, sia esso fisico, sociale, burocratico o mentale. Così come la costruzione del Muro di Berlino ha gettato il mondo nella disperazione la sua caduta nel 1989 é ricordata come il giorno della libertà per il mondo intero. Anche questo è un simbolo sfortunatamente ben presto dimenticato. Oggi tante sono le guerre e altrettante sono le barriere culturali che stanno alla base di quelle guerre. Oggi di nuovo vediamo crescere un muro tra Israele e la striscia di Gaza ma senza andare lontano vediamo un muro di acqua attraversato da imbarcazioni di fortuna che separa la nostra nazione dalle terre in rivolta al di là del mare. Se pensiamo a queste cose, anche noi non possiamo evitare di cadere nello sconforto. Tuttavia come un muro viene costruito, allo stesso tempo è possibile che venga distrutto. Io tengo in mano questo pezzo di cemento colorato e penso che mi piacerebbe un giorno fare la collezione di tutti i muri abbattuti nel mondo.

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Commenti
  1. guidop98 6 anni ago

    Sembra ieri quando il Muro di Berlino cadde e riun

  2. richard98 6 anni ago

    La storia del muro, che,appartenendo al secolo scorso,sembra soltanto un brutto sogno da dimenticare,in realt

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