Quotidianamente non solo ognuno di noi non risponde alle necessità ambientali, ma dimentica anche esistano. Questo perché ciascuno, immerso nella propria realtà quotidiana, dimentica di dare uno sguardo d’insieme al tutto, vive la propri vita con le solite cattive abitudini che però nel suo piccolo sono quelle giuste. Ciò che ci manca è la consapevolezza di star distruggendo, ciascuno con la propria routine, fatta di cannucce e bottiglie e packaging e qualsivoglia oggetto di plastica, il pianeta. Quindi noi stessi.
Forse semplicemente non ci rendiamo conto dell’effetto dilaniante che le nostre azioni hanno sull’ambiente che ci circonda e che indirettamente hanno sulla nostra salute: le microplastiche rilasciate dal disintegrarsi della plastica esposta alla luce solare che vengono assimilate dall’ambiente, quindi dal mare o dal terreno andando a contaminare i campi e le falde acquifere, vengono ingerite dai pesci e in ultimo da noi, con effetti ancora da verificare ma sicuramente dannosi per il nostro organismo. I problemi di salute che la plastica potrebbe causare possono essere molto gravi, questo per colpa, è emerso da alcuni studi, del BPA, un componente di base della plastica poli-carbonata che viene impiegato solitamente per rendere le materie plastiche più resistenti, ma una volta veniva somministrato agli animali perché aumentassero di peso prima della macellazione; è emerso che il BPA distrugga gli ormoni e possa portare ad un aumento di peso e squilibrio ormonale. È risaputo inoltre che le plastiche contenute negli imballaggi alimentari possano penetrare nel cibo e entrare nel corpo, e che conseguentemente le sostanze chimiche in plastica siano noti perturbatori endocrini. Quindi, se non vogliamo farlo per l’ambiente, perché probabilmente nella realtà che ci circonda stentiamo a percepire l’entità del danno, venire a conoscenza di questi dati disarmanti sul cibo che ingeriamo ogni giorno può sicuramente scuotere le nostre coscienze e svegliarle dal torpore meccanico con cui consumiamo qualsiasi bene ci venga promosso senza indagare sul reale impatto che a lungo andare può avere nella realtà condivisa.
Quando consideriamo quanto tempo ci vuole per la plastica a guastarsi e che alti livelli di inquinamento plastico si trovano anche in aree non abitate da esseri umani (come il ghiaccio e l’acqua dell’Antartico), possiamo iniziare a capire quanto grande un problema di inquinamento da plastica possa essere. Il fatto che stiamo impiegando così tanto a comprendere l’urgenza del problema, spesso anche a definirlo un problema, richiama le pubblicità di sigarette che venivano diffuse ai primi tempi in cui si propagandavano gli effetti positivi sulla salute del tabacco e degli effetti benefici del fumo in presenza di bambini. Tipicamente umano: sottovalutare il problema finché non è così grande da presentarsi catastroficamente inesorabile. Semplicemente non riusciamo a prevenire, di gran lunga preferiamo apporre al crescente deterioramento del nostro pianeta toppe malconce e inefficienti, in modo da mascherare il problema e continuare a condurre incuranti le nostre esistenze fatte di bottiglie di plastica e cibo cancerogeno.
Sarebbe difficile immaginare un’esistenza senza l’impiego di oggetti con composti in plastica, questo perché questo materiale viene privilegiato da qualunque industria per la sua incredibile duttilità. Ultimante si stanno studiando delle plastiche senza l’impiego del petrolio che siano degradabili in minor tempo, ma c’è qualcosa che ognuno di noi può fare a partire da oggi, ovvero revisionare le proprie abitudini quotidiane con semplici cambiamenti che possono fare una grande differenza. Basterebbe che ognuno di noi smettesse di bere dalle bottiglie di plastica e lo facesse in quelle di vetro, anche bevendo l’acqua del rubinetto, più buona ed economica; basterebbe andare a fare spesa con delle buste che non siano di plastica e soprattutto usa e getta; usare contenitori per il cibo di materiali differenti e riciclabili; acquistare alimenti che non abbiano confezioni in plastica; infine prestare attenzione alle conseguenze che le nostre azioni, nel nostro piccolo e nel pianeta, possono avere e cominciare a ragionare per prevenire, evitando di dover occultare maldestramente errori incorreggibili.

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