E’ impossibile non rendersi conto dei problemi e dei pericoli che corre il nostro ambiente.
Basta accendere qualsiasi mezzo di informazione per osservare uccelli ricoperti dal petrolio, balene che boccheggiano e pesci avvelenati dai frammenti di plastica.
E’ questo ciò che sta succedendo alla nostra fauna, si sta riducendo drasticamente e anche gli ambienti marini più limpidi e incontaminati si stanno trasformando in discariche di plastica.
La colpa di tutto ciò è solo di noi esseri umani, che con l’egoismo e la sfrontatezza tipici della nostra indole, stiamo distruggendo il meraviglioso ecosistema naturale che ci circonda.
Così rifiuti provenienti dalla terra ferma e dalle piattaforme petrolifere si accumulano sui fondali marini o galleggiano sulla superficie dell’acqua, tanto da formare cumuli di spazzatura e addirittura un’isola composta interamente da plastica nel mezzo dell’Oceano Pacifico.
Come se non bastasse, le micro particelle di rifiuti vengono scambiate dagli animali per cibo e causano l’avvelenamento della fauna marina.
C’è ben poco che ormai si possa fare per risolvere la questione, dato che è arrivata ad un punto di non ritorno, essendo i mari e molte spiagge totalmente coperte dai rifiuti, in particolar modo di plastica, che impiega un tempo quasi infinito per degradarsi.
Nel momento in cui, infatti, buttiamo a terra un semplice sacchetto di plastica, questo rimarrà nell’ambiente tra i trecento e i mille anni, dopodiché si scomporrà in micro particelle disperse nell’acqua e ingerite dagli animali.
Per questo motivo la plastica dispersa nell’ambiente non potrà mai esaurirsi, ma solo continuare ad accumularsi drasticamente.
Si può tuttavia cercare di prendere consapevolezza del problema, senza nascondere la testa sotto la sabbia e far finta che vada tutto bene, attraverso semplicemente le piccole azioni quotidiane.
Un esempio banale è quello di praticare la raccolta differenziata e di buttare i rifiuti negli appositi cassonetti; sembra un’affermazione fin troppo scontata, ma se ogni persona lo avesse fatto oggigiorno non ci troveremmo in questa situazione di allarme rosso.
Si potrebbe inoltre scegliere di sostituire i sacchetti usa e getta con delle borse in tela, in modo da ridurre la quantità di plastica da buttare, dato che anche i sacchetti che vengono definiti biodegradabili, sono in molti casi anch’essi dannosi per l’ambiente.
Soprattutto, un ultimo accorgimento che sarebbe molto importante considerare, è quello di utilizzare bottiglie in vetro al posto di quelle in plastica, dato che, oltre a essere riutilizzabili, mantengono l’acqua molto più buona e fresca e riducono i costi.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account