È pubblicamente noto che, negli ultimi decenni, l’inquinamento causato dall’uomo e dalla natura stia provocando gravi danni all’intero ecosistema.
Tuttavia, tra le varie tipologie di inquinamento, ce n’è una che recentemente sta aumentando a dismisura e se non venisse fermata, potrebbe provocare seri problemi sia all’essere umano sia alla natura; questo è il caso della plastica.
Per inquinamento causato dalla plastica si intende la dispersione e l’accumulo di prodotti plastici nell’ambiente che a sua volta genera problemi all’habitat di fauna e flora selvatica così come all’habitat antropizzato. Tale tipo di inquinamento interessa il suolo, i fiumi, i laghi e mari.
Sono proprio gli oceani e le zone marine vicino a paesi industrializzati e sentire maggiormente gli effetti di questo terribile fenomeno. Tuttavia, cosa ancor più grave, è che a dare origine a questo tipo di inquinamento non siano solo le fabbriche, industrie e attività legate alla pesca, ma siamo proprio noi col nostro stile di vita.
Secondo alcune ricerche infatti, il 54% dei rifiuti che vanno a creare il cosiddetto mare-pattumiera, derivano proprio dalle nostre abitudini quotidiane in particolare di origine domestica. Basti pensare che molti gettano sporcizie e avanzi di plastica in mare solamente per non rispettare una banale raccolta differenziata.
Oramai però la situazione è drastica e i danni all’ambiente sono innumerevoli.
Non solo la plastica mette in pericolo l’igiene e la pulizia ambientale, ma anche la salute degli animali marini e di conseguenza quella dell’uomo.
Per via dell’innumerevole quantità di sporcizia di plastica presente nelle acque, tra cui bottiglie, tappi, buste e posate, molti pesci e mammiferi marini sono in grave pericolo perché rischiano di morire per soffocamento o avvelenamento dopo averli ingeriti.
Secondo alcuni dati circa 400.000 mammiferi marini muoiono ogni anno per questi motivi e addirittura ci sono in media trenta pezzi di plastica nello stomaco di pesci o gabbiani.
Il vero problema della plastica è però il suo tempo di decomposizione. Un pezzo di cartone scompare in un mese, un bottiglia circa in quindici anni e un pannolino forse in duecento anni; solo queste cifre dovrebbero farci sentire molto più responsabili poiché se non provvederemo nel minor tempo possibile a cercare di smaltire questi rifiuti senza inquinare, la nostra vita sarà seriamente in pericolo.
Per lo più l’uomo è penalizzato indirettamente da questo fenomeno; infatti, dato che la plastica si decompone difficilmente e spesso rimane sotto forma di particelle, quest’ultime vengono ingerite da migliaia di pesci che noi tutti mangiamo, ed è stato riscontrato che queste sostanze che avvelenano i pesci siano nocive anche per l’uomo.
Molti scienziati stanno facendo previsioni alquanto drastiche che dovrebbero aiutarci a reagire il prima possibile; secondo alcuni esperti tra 10 anni ogni tre tonnellate di pesci ci sarà una tonnellata di plastica, e addirittura entro il 2050 ci sarà più plastica che pesci.
Ovviamente potrebbero essere elencati altre decine di effetti gravissimi o previsioni alquanto preoccupanti; tuttavia, la vera cosa da ricordare, è che molti hanno dato origine a progetti e tentativi per ridurre l’inquinamento della plastica e che tutti dovremmo aderire a queste iniziative e prenderne parte attivamente.
Uno dei migliori modi per ridurre questo problema sarebbe quello di spingere sulla leva degli incentivi oltre che sull’educazione civica. Infatti in molti paesi vengono dati premi o buoni sconto per chi esegue una corretta raccolta differenziata o aiuta nello smaltimento e recupero della plastica; e tutto ciò sta dando ottimi risultati.
Inoltre sono partiti vari progetti, tra cui in Italia, che stanno cercando di monitorare e tenere sotto controllo la situazione dei vari mari come il Mediterraneo.
L’unione europea ha anche confermato che entro il 2030 gli imballaggi saranno riciclabili e riutilizzabili; anche in Italia, nonostante l’elevato costo per lo smaltimento della plastica, è iniziata la produzione di sacchetti biodegradabili in modo da prevenire problemi futuri.
Ovviamente quasi tutti hanno ormai compresi i veri rischi e pericoli dell’inquinamento, anche perché continuando a gettare rifiuti in mare pagheremmo tre volte: deturpando bellezze naturali dove magari trascorriamo le vacanze, gonfiando i costi necessari per le bonifiche e perfino mangiando a tavola pesci talvolta avvelenati.
Fortunatamente in molti hanno iniziato a lottare contro la plastica per garantire un futuro migliore alle generazioni successive e cosa ancor più importante è che tutti contribuiscano a questa causa facendo ogni sforzo partendo anche dalle piccole cose come una semplice raccolta differenziata.

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