Oramai sappiamo che al giorno di oggi, non riuscire a star in contatto con la tecnologia è un vero problema. Abbiamo tutti un mezzo tecnologico a casa, a partire da un semplice cellulare, Tablet, computer o quant’altro, e chi non c’è l’ha viene persino emarginato o meglio, non considerato. La tecnologia è la madre di tutti, a partire dai bambini che lo vedono come un solo gioco e ad arrivare ai ragazzi, i quali alcuni la vedono come uno sfogo, altri come una droga, una droga della quale non ne possono fare a meno e che talvolta diventa un vero problema, quello che tutti sappiamo, ma che nascondiamo per paura di ricordarlo sempre, “La tecnologia distrugge l’umanità o l’alimenta?”. Ecco, questa è una domanda che più o meno tutti pensiamo ma alla quale non ci facciamo quasi mai caso. La tecnologia distrugge l’umanità si, perché ormai non siamo più in grado di riuscire a scrivere una lettera o di avere un confronto con un’altra persona perché dall’altro lato ci sentiamo protetti, protetti da uno schermo che a volte ci inganna. Penso sopratutto che i genitori dovrebbero essere coloro che portano il loro esempio verso i figli, ed invece sono i primi, non sempre, che usano e talvolta abusano della tecnologia.
Anche uscire con degli amici, ora non ha quasi più un senso, perché anziché dialogare, si messaggia anche a dieci centimetri di distanza in modo che ciò che si dice non venga ascoltato o sentito da altri. Siamo tutti nella mani della tecnologia, in un’epoca dove è la base fondamentale per andare avanti nella società e per essere coinvolti in una mischia che tanto buona a parer mio non è.
Invito a tutti e per prima me stessa a badare di più all’aspetto colloquiale che si ha con una persona che a quello virtuale e tecnologico, perché talvolta ci può salvare.

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1 Comment
  1. miristella 3 anni ago

    Ciao, scino 30! Hai scritto un ottimo elaborato, ben scritto, ben strutturato, chiaro e privo di errori grammaticali o ortografici. Sono d’accordo inoltre con quello che hai scritto, sicuramente dobbiamo imparare a fare meno attenzione al mondo virtuale

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