Al giorno d’oggi i giovani hanno in mente solo la tecnologia e usano solo gli strumenti che la tecnologia offre loro. Non pensano ai libri, agli album fotografici, a mandare cartoline quando sono in vacanza o a scrivere le lettere, come si faceva una volta. Per i nostri genitori esisteva “l’amico di penna”, un coetaneo, a volte anche di un’altra nazionalità, con cui si scambiavano pensieri ed emozioni per lettera. Era bellissimo comprare la carta da lettere; poteva essere profumata, colorata o con disegni vari. Già nella scelta si pensava al piacere o al divertimento di chi l’avrebbe ricevuta. Scrivere delle lettere, poi, era un vero esercizio di stile. Si seguivano delle regole ben precise e si cominciava sempre con un “Caro”, a sottolineare un’intimità che con la tecnologia non si può raggiungere. Per i ragazzi di oggi, invece, esiste solo l’ebook, il telefono o il computer. A nessuno viene voglia di prendere una penna per iniziare a scrivere i propri pensieri e le proprie emozioni da mandare a qualcuno in una lettera o da tenere chiusi in un diario; la maggior parte degli adolescenti prende il telefono e inizia a scrivere messaggi o piccole frasi, per loro significative, e le pubblicano sui social. Scrivere “davvero” è un piacere che non conoscono! La vera scrittura è quella con carta e penna; quella al computer è solamente meccanica. Forse le e-mail sono sfruttate meglio rispetto ai messaggi perché servono più per il lavoro che per comunicare. Ciò che si perde con la tecnologia, comunque, è il valore del messaggio; la tecnologia rende tutto freddo, uguale e privo di memoria. La cosa bella di una lettera che si riceve da una persona molto cara, invece, è anche quella del ricordo, che rimane sia al mittente sia al destinatario, dei momenti passati a scriverla o a leggerla. Purtroppo ora abbiamo tutto a portata di un semplicissimo “click”, tutto è veloce, e non esiste più l’attesa del postino che porta le lettere. Credo che nessun adolescente sia in grado di “staccare la spina” dal cellulare o da qualsiasi altro dispositivo di comunicazione anche solo per un giorno. In tutti noi c’è quest’attaccamento alla tecnologia e nessuno è in grado di sbarazzarsene.

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