Le nuove tecnologie che circondano la nostra quotidianità possono renderci stupidi, parlando soprattutto dei giovani, che sono mediamente più esposti ad esse.
Spitzer parla di “demenza digitale”, che può riferirsi all’indebolimento di alcune facoltà mentali, prima fra tutte la memoria, che sembra essere ormai inutile in un’epoca sempre più digitalizzata, ma anche la scrittura a mano, che piano piano sparisce lasciando il posto alla comunicazione tramite la tecnologia. Per coloro che sono nati “nell’età pre-digitale” si può parlare di indebolimento, ma per una parte dei nativi digitali, è una prevenzione al l’apprendimento della scrittura manuale.
È stato eliminato l’obbligo di scrivere a mano dalla scuola media. Ma questo è veramente progresso, o è una sorta di regresso nel progresso? In realtà scrivere a mano fa emergere la creatività individuale e incoraggia ad uscire dall’anonimato: se fosse tutto dattiloscritto, non ci sarebbe più la calligrafia tipica di un individuo, e si sarebbe troppo dipendenti dalla tecnologia.
È veramente così difficile tornare all’indipendenza dai dispositivi elettronici come sostengono gli esperti? Secondo me non ancora, c’è una via d’uscita: finché carta e penna non saranno sparito del tutto, avranno ancora un senso di esistere.
Sicuramente la tecnologia ha un ruolo essenziale ormai nel nostro quotidiano, ma un giorno senza sms ed email è accettabile: in fondo ce l’hanno fatta tutti prima della generazione dei nativi digitali.

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1 Comment
  1. papaguena 4 anni ago

    Ciao mikyreporter! Sono pienamente d’accordo con le tue argomentazioni. Condivido il fatto che le nuove tecnologie ci impediscono di utilizzare nostre competenze che ci permettono di differenziarci dai robot e che

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