C’è chi è drogato dalle sostanze stupefacenti, chi dai videogiochi, chi non riesce a staccarsi dalla bottiglia, ma c’è una dipendenza di cui noi tutti siamo affetti: quella dallo smartphone. Anche i meno esperti in tecnologia e i nostri nonni possiedono un cellulare capace di spedire SMS ed effettuare chiamate, funzionalità quasi essenziali per noi oggi: basta pensare a quando mandiamo un messaggino ad una persona per avvisarla che arriveremo in ritardo all’appuntamento o a quando chiamiamo i nostri amici per chiedere i compiti. I ragazzi sono i più “malati”: passeggiano per le strade con le cuffiette incollate alle orecchie, trascorrono interi pomeriggi a chattare sui social con gli amici, si spediscono foto di come sono vestiti e di quello che stanno facendo, note audio per i discorsi più lunghi e addirittura video chattano per stare ancora più a contatto. Ma se volessero stare veramente vicini ed insieme, perché non uscire e ritrovarsi al parco? I più anziani se lo chiedono sempre, ma d’altronde loro hanno vissuto in epoche diverse dove tutto era diverso, a partire dalla mentalità. L’evoluzione della tecnologia ha portato alla pigrizia precoce dei giovani, siamo nell’era dove si preferisce guardare come sarebbe la vita attraverso uno schermo, piuttosto che uscire di casa e viverlo in prima persona. Saremmo capaci quindi di sopravvivere un giorno senza cellulare? Senza mandare SMS alle stesse persone come ogni giorno? A non postare una foto od uno stato sui social almeno per 24 ore? Ci sono i “salvabili” che ci riuscirebbero di sicuro, mentre i “casi persi” si dispererebbero perché non saprebbero cosa fare. Ci sarà un giorno in cui la tecnologia andrà in tilt, magari succederà un black out e saremo tutti temporaneamente tagliati fuori da internet, cosa faremo quel giorno? È giusto per questo tenere in tasca il più tempo possibile il telefono, per godersi la vera vita, quella fuori dallo schermo: il 15 settembre dell’anno passato, migliaia di persone lo hanno fatto, hanno spento il loro telefono per focalizzarsi sulla vita reale e sono riusciti ad apprezzare meglio ciò che li circonda. Sarebbe utile fissare una o più date come questa in modo tale che tutti noi possiamo apprezzare meglio la nostra vita: le scuole per prime potrebbero mobilitarsi, dato che sono responsabili della nostra cultura e coloro che ci aiutano a costruire il futuro. Potrebbero organizzare giornate con attività speciali sull’argomento e gli alunni capirebbero meglio l’importanza dell’istruzione e della socializzazione.

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