Ogni giorno molte azioni giornaliere relative allo scrivere, ad esempio scrivere appunti o fare la lisa della spesa, vengono compiute tramite applicazioni digitali.
Anche i ragazzi fanno a meno della penna per prendere appunti o per comunicare, perché abituati a scrivere su una tastiera, sullo schermo del proprio telefonino oppure su quello di un tablet, facendo sì che questo fatto crei, in America e nel resto del mondo, sempre più analfabeti.
La scrittura a penna sta diventando una rarità.
Saper scrivere in modo leggibile è ormai considerata un’abilità importante solo nei primi anni di scuola, perché, crescendo, l’attenzione si sposta sulle competenze sulla tastiera.
Nel 1971, Raymond Tomlinson, inventore della chiocciolina, diede a tutti l’opportunità di una comunicazione più veloce che concesse di entrare in contatto con gli altri, scrivendo e in seguito allegando immagini e suoni.
Però la penna è un attrezzo unico e l’emozione di rivedere e rileggere qualcosa scritto a mano non ha confronti.
Considerando i ragazzi e, ma non solo, anche gli adulti e le nuove tecnologie chiedere di rinunciare agli sms pare un’impresa ardua da poter realizzare, anche solo per un giorno.
La penna è sempre la penna, sin dai tempi più remoti.
E la tecnologia? Quella sarà sempre ben accetta, ma ciò che la penna scrive rimarrà per sempre.
Carla Castro 3°ETU

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account