Immaginate un uomo, un qualunque criminale, che abbia ucciso, spacciato o rubato. Quando quest’uomo è stato arrestato, i giornali locali ne parlavano, e si è venuti a conoscenza dei suoi crimini e dei suoi dati anagrafici. Adesso quest’uomo ha scontato la sua pena, ha passato anche decenni in un carcere, non vede il mondo da molto tempo, si è pentito, magari è pure uscito prima per buona condotta. Allora decide di rifarsi una Vita, conosce nuove persone, che dopo poco girando sul web vengono a sapere chi è, e lo abbandonano, conosce una ragazza, magari gli piace, però questa fa la fine dei precedenti, prova a cercare lavoro, ma trova solo porte in faccia. Quanto pensiate che un uomo resista a umiliazioni di questo tipo dopo anni di carcere, prima di abbandonarsi al suicidio o di impazzire. Google questo non lo ha capito, il diritto all’informazione è valido finché l’uomo non ha scontato la sua pena e capito i suoi sbagli, ma una volta che questi è uscito, si è pentito , è un suo diritto la cancellazione dei dati, per ricostruirsi una Vita, per poter Vivere di nuovo, dimenticando il passato. Questa regola però non deve essere valida per ognuno, ci sono molti criminali che commettono atrocità e non passano il tempo dovuto in carcere, magari anche per il malfunzionamento della giustizia, e magari non si sono nemmeno pentiti, parliamo per esempio di mafiosi o di pazzi che uccidono la loro stessa famiglia, ecco, molti di questi non appena usciti cominciano di nuovo a fare quello che facevano prima, quindi intimidire, spacciare o di nuovo uccidere, queste persone vanno tenute in carcere, qualora uscissero non vanno dimenticate, non va dimenticato chi sono e cosa hanno fatto, anzi vanno tenute sotto controllo. Non vanno dimenticati e non si devono cancellare le informazioni di chi ha ucciso più di una persona, e lo ha fatto con crudeltà anche, perchè questi individui non sono umani, sono bestie, e non meritano ne una Vita, ne il contatto con il mondo, ebbene il diritto all’oblio, non è un diritto da concedere a tutti.

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