Dopo aver letto l’articolo, ho riflettuto. Per me non si devono cancellare o dimenticare gli errori commessi: la società, e ognuno di noi, deve imparare dagli sbagli del passato. Non si cancella la storia né della società né dei singoli; il ricordo deve essere un monito, un insegnamento, uno stimolo a migliorare e non rifare gli stessi errori.
Se è vero, però, che non si devono demonizzare gli sbagli, cosa che avviene spesso sui mass media, così è giusto che chi ha sbagliato e ha pagato, o ha imparato dagli errori e si comporta bene, non debba essere accusato per sempre, ma possa godere della riabilitazione.
Come quando da piccoli si impara a camminare, vengono elogiati i progressi, mentre gli insuccessi o gli errori non vengono nascosti o rimossi, ma servono come esperienza.
Diversa è la richiesta di un utente di cancellarsi da facebook: essa può essere dovuta a molti motivi. Non mi pare che sia solo perché si sono postate informazioni non più condivisibili, ma ci possono essere altre spiegazioni.
Per esempio: il caso di immagini vecchie su di te, postate da amici in passato, che ti ritraggono in situazioni imbarazzanti o che ti presentano in modo negativo. Queste informazioni potrebbero influire, magari in un ipotetico futuro, nel caso di assunzione per il lavoro. Potrebbe presentarsi il caso di un amico o ex fidanzato che intende insultarti con citazioni e frasi false su di te.
Ciascuno deve poter cancellare ciò che più non gradisce di quanto postato sul proprio profilo perché nome e identità ti appartengono e tu devi dire se vuoi o no che appaiano, anche se in passato hai fatto una scelta diversa. La mia identità appartiene a me e nessuno me la può togliere; in Italia è garantito dalla legge sulla privacy.

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Commenti
  1. jiuli98 4 anni ago

    Si

  2. monica 4 anni ago

    Sono d’accordo con te. Non bisogna rinunciare alla memoria del passato storico, perch

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