Molti anni fa la parità dei sessi non esisteva. La donna era vista inferiore rispetto all’uomo, quasi del tutto insignificante; poteva e doveva solo obbedire al marito. Con il passare degli anni e con l’evolversi della civiltà, anche se hanno acquistato importanza, la donna viene considerata come un oggetto di proprietà. Ad esempio, quando cercano di spezzare un qualsiasi legame con uomo perché desiderano un’altra vita o perché si sono innamorate di un altro uomo, scatta subito la furia e invece di riflettere in modo razionale, la maggior parte degli uomini agisce d’istinto e arriva anche ad uccidere la propria partner. Ed è proprio questa la cosa più orribile che la maggior parte delle donne uccise o violentate, viene messo in atto da parte di una persona che conoscevano bene o che faceva comunque parte della sua vita, e questo non dipende da nessuna caratteristica della donna, come l’età, la nazionalità, lo stato sociale, il carattere, l’istruzione e l’occupazione. Insomma, chi dice di amarle e poi le priva della vita come se fossero bestie che non hanno diritto di scelta. Il femminicidio è una vera e propria emergenza nel nostro paese. È una cultura patriarcale incentrata sul possesso di far morire le donne solo perché sono donne. Ancora una volta, di fronte a casi del genere, si torna a parlare di silenzi. Per di più, avendo un quadro giuridico poco affidabile, indagini non abbastanza dettagliate e adeguate, le sanzioni e il risarcimento alle donne vittime di violenza, sono anch’essi fattori che contribuiscono ad innalzare questo muro di silenzio e di invisibilità che avvolge questo tema.

Sofia Imbrogliera

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  1. mikyreporter 7 anni ago

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