Per anni le donne hanno combattuto per avere uguali diritti (e quindi poi anche doveri) degli uomini.
Certo è che il mito della superiorità maschile nessuno lo potrà mai togliere. Generazioni e generazioni di persone hanno sempre creduto che alcune cose sono solo per gli “uomini” ed altre per le “donne”, ma come dice Elena Gianini Belotti nel suo libro, “Dalla parte delle bambine”,

“L’operazione da compiere dunque non è di formare le bambine a immagine e somiglianza dei maschi, ma di restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene.”

Ma torniamo al discorso: le donne non saranno mai considerate uguali agli uomini, semplicemente perché ancora molti credono nella dovuta sottomissione femminile e questi fatti ne sono la prova concreta.
Donne sfigurate con l’acido: perché? A volte per aver commesso adulterio, a volte per scelte non condivise, altre senza un motivo preciso ed altre ancora per possesso. Si proprio così, possesso. Questo è, per esempio, il caso dell’italiana Lucia Annibali: sfigurata a 36 anni. Il gesto è stato pensato dall’ex fidanzato, ma compiuto da due albanesi, mentre la giovane donna stava tornando dalla palestra.
Ma bisogna davvero ricorrere a queste forme di violenza per banale gelosia?
Attualmente sembra che non si riescano a fermare questi oltraggi e che siano l’unica maniera per dare sfogo alla propria gelosia. Per fortuna, però, le donne sfregiate con l’acido hanno avuto il coraggio di denunciare e di combattere per la propria libertà.
La testimonianza di Paolo Morselli, medico chirurgo specializzato in chirurgia della ricostruzione ed estetica, mette i brividi. Cura ogni giorno molte donne sfregiate dall’acido in ogni parte del mondo, molte di loro non hanno il coraggio di ammettere cosa le è successo, molte altre invece sì. Per esempio, lui stesso testimonia la sua prima esperienza, una donna del Bangladesh: riportava, sotto il velo, una cicatrice grandissima che le ricopriva tutto il viso e varie parti del corpo ed alla lecita domanda cosa le fosse successo, con molta fatica, rispose di essere “caduta”.
Queste violenze possono smettere: basterebbe far capire agli uomini che nessuna donna è di loro possesso e che loro non possono, anzi non devono, comandare la vita di nessuno. Una volta capito questo, forse il mondo sarà un posto migliore per le donne di tutte le età, nazionalità, etnie e culture. Non dimentichiamo però, che sarà un mondo migliore anche per gli uomini.

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