Purtroppo, ancora oggi, uno dei problemi che affliggono di più il mondo è proprio la condizione femminile. Sin dall’antichità la donna era vista come un elemento di proprietà senza possibilità di sviluppo e di accrescimento personale, in quanto costretta a stare a casa, con i figli, considerata un peso per l’uomo e per la società. Molte donne, per secoli, hanno lottato, mettendo a rischio anche la loro vita, per farci vivere una realtà diversa da quella che hanno vissuto loro e per dimostrare che le persone, indipendentemente dal sesso, sono tutte uguali. La donna, nonostante gli enormi passi avanti, continua ad essere sfruttata, sottovalutata e picchiata. Questo avviene proprio perché mancano dei concetti base come il rispetto, la dignità e la libertà. La donna è procreatrice di vita e quindi interiormente forte e con un alto livello di sopportazione, ma allo stesso tempo vulnerabile per la sua minuta ed inferiore fisicità. La violenza, a mio parere, nasce principalmente da uomini in declino, talvolta con un livello culturale basso e pochi soldi in tasca. Molto spesso fanno abuso di alcool o di droga. Sono uomini sopraffatti dalla volontà di rivalsa, con una scarsa tolleranza alla frustrazione, impulsivi e antisociali. Gli uomini che compiono queste azioni rovinano la vita di queste donne, non rendendosi conto che in fondo è proprio grazie a una donna se sono al mondo. L’inferiorità femminile è esclusivamente una concezione mentale che solo le donne stesse possono impugnare e rivoluzionare per mezzo della presa di coscienza della loro identità. Le donne che subiscono queste violenze, devono essere forti e denunciare questi uomini, che non meritano neanche di essere chiamati così. Penso che la soluzione migliore stia proprio nel loro sorriso e nella voglia di continuare la loro vita con coraggio, andando oltre le lesioni fisiche e psicologiche, perché l’unica cosa che nessun essere umano ti può togliere!
Chiara Darielli

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