Sempre più spesso si sente parlare, anche nel nostro Paese, di aggressioni con l’acido contro giovani donne che si sono ribellate al controllo morboso e all’ossessione di alcuni uomini che, tra l’altro, in molti casi dichiaravano di amarle.
Una delle cause scatenanti di questi orribili attacchi è forse proprio l’eccessivo sentimento amoroso che sfocia nella gelosia estrema e nell’idea di avere l’esclusivo possesso di una persona.
Come nel caso di Dolly, una ragazza indiana che a soli dodici anni è stata sfigurata da un ragazzo che ha il diritto doppio dei suoi anni poichè non accettava le sue avance, alcuni uomini, se così possiamo definirli, reagiscono in questo modo ad un rifiuto sentendosi feriti nell’orgoglio.
Proprio in India questa pratica è fortemente diffusa infatti, secondo alcuni studi, solo nel 2015 circa 215 donne hanno subito questa amara sorte.
Anche in altri Stati come Bangladesh e Pakistan molte donne subiscono queste atroci violenze che portano non solo alla possibile perdita della propria bellezza, ma anche alla conseguente probabile perdita della vista o dell’udito.
L’intento di queste aggressioni, sicuramente premeditate, è quello di sfigurare, mutilare, uccidere o semplicemente recare un dolore terribilmente insopportabile a chi, per la mente malata di questi individui, ha recato loro danno; il vero problema è che in determinate Nazioni questa pratica è in un certo senso accettata o sottovalutata dai governi stessi. Per questo ritengo che uno dei pochi mezzi per controllare questo fenomeno sia migliorare le leggi ed intensificare le pene; un’altra soluzione al problema è l’istruzione, ovvero cercare di far capire che determinate azioni legate all’ignoranza del passato non devono più essere ripetute in una società moderna e globalizzata come quella odierna.

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