La ferinità a cui è ancora soggetto l’uomo si manifesta anche nella scelta delle armi: troppo spesso uomini mostrano la propria forza su donne o, peggio, ragazze perché rifiutati o lasciati al proprio destino di brutalità sfregiandole con l’acido per tentare di cancellare la loro bellezza, come se essa fosse solo un carattere estetico. Lucidamente si preferirebbe subire una sparatoria letale che patire il dolore derivato dall’acido direttamente e poi per gli interventi di recupero, ma la maggior parte di queste donne oltre a sopportare questa sofferenza ne escono fortificate e spendono la loro vita volte ad evitare che ciò si ripeta. Sarebbe semplice, tuttavia, sentenziare che queste azioni siano follie considerando che in realtà le cause sono le stesse che armano la mano in qualsiasi azione violenta: se non si riesce a farsi capire con “le buone” ci si sente giustificati a farsi valere con la brutalità. L’aggravante da analizzare è rappresentata dalla scelta dell’acido, come se data la loro attrazione puramente fisica verso la vittima in questo modo possano decidere del futuro relazionale di quest’ultima e magari ella torni a rapportarsi col carnefice in quanto “ultima alternativa rimasta”. Un ragionamento così egoistico e distorto non può essere in alcun modo giustificato e le pene dovrebbero essere drastiche, peggiori forse di determinati casi di omicidio, ma non bisogna mai puntare la soluzione di un problema con le punizioni applicabili: così come per altri crimini spesso nelle azioni violente o si agisce impulsivamente senza valutare le conseguenze o si tende a programmare tanto da non reputare le pene un problema; la soluzione deve essere preventiva, facendo capire che la brutalità non deve mai essere vagliata come possibilità e rendendo i giovani più riflessivi inserendo negli obsoleti programmi didattici attività, che potrebbero essere semplicemente gli scacchi, che smussino l’impulsività.
La stragrande maggioranza delle vittime di attacchi basati sull’acido sono donne, anche se si parla tuttora di Martina Levato che ha sfregiato un suo ex e ha tentato di evirarne un altro che probabilmente avrà una punizione attenuata perché madre, e le cause variano in base alla collocazione dell’attacco: in culture dove vige ancora l’arcaica supremazia maschile quest’ultima è la causa e l’unica soluzione è il cambiamento di mentalità collettiva, ma tornando in Italia, come in Paesi simili il problema è opposto: nonostante le donne siano emancipate da molto tempo insegnanti e famiglie più tradizionali insegnando la cavalleria o prendendo decisioni diversificate dai sessi possono, involontariamente, dare un idea di fragilità della donna che può portare avanti l’idea patriarcale che era base della presunta superiorità maschile. In entrambi i casi, come per gran parte delle atrocità umane, basta un’istruzione degna di tal nome ad impedire sofferenze.

Commenti
  1. yoshygaru 7 anni ago

    Articolo tutto sommato non male, volevo solo chiederti a cosa sia dovuto il tuo concentrarti solo su una visione cos

  2. Author
    cicciogenio 7 anni ago

    Ti prego di evidenziare questi errori grammaticali e questi passaggio astrusi, innanzitutto. Quanto alla riflessione sul contenuto, mi piacerebbe che tu capisca che con l’utopista eliminazione della violenza generale non ci sarebbe neanche sulle donne a prescindere dalle motivazioni che comunque tratto, bastava che leggessi, e che ogni atto di violenza ha una sua specificit

  3. monkey 7 anni ago

    Al di l

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