La situazione presentataci dal giornalista del “Quotidiano.net” questa settimana è davvero triste.
Al centro della discussione è posta la bellezza delle donne: un valore a parer mio importantissimo. Noi tendiamo a essere molto autocritiche e meticolose nei confronti del nostro aspetto. Ingigantiamo ogni minimo difetto, quasi come se fosse la cosa più importante, come se gli altri notassero solo quello. Purtroppo nella società odierna, infatti, l’aspetto fisico è considerato fondamentale. I messaggi che ci lanciano i mass media ci convincono che l’esteriorità sia tutto, la chiave per una vita di successi.
È vero che è la prima caratteristica che si nota di un individuo, ma il fermarsi a un limitato giudizio di questo tipo è simbolo di superficialità.
Dopo questa breve considerazione proviamo a metterci nei panni di una ragazza che subisce questo tipo di violenza da parte di un uomo. Tralasciando il dolore fisico che saremmo costrette a provare, proviamo a immaginare il nostro stato d’animo, i sentimenti, la conseguente nascita di insicurezze e il ripiego in noi stesse e nella solitudine. Saremmo prese da un grandissimo dolore e senso di ingiustizia. Noi, che anche per una semplice imperfezione del nostro viso ci condizioniamo, proviamo solo a immaginare come potremmo sentirci ad avere il volto rovinato per la nostra semplice decisione di non sottostare ai desideri di un altro.
Come punire o comunque intervenire per far sì che un uomo si penta delle sue terribili azioni?
Non solo egli è responsabile dello stato d’animo della povera vittima, ma il suo atto potrebbe compromettere anche il suo futuro.
“La violenza genera solo violenza”, quindi con essa non si concluderebbe nulla. A tal proposito voglio citare una frase di Gandhi che recita: “Occhio per occhio e il mondo diventa cieco”. Credo che queste parole simboleggino a pieno quel che intendo dire e non necessitino ulteriori di spiegazioni.
A questo punto il quesito posto dal giornalista resta ancora irrisolto: cosa fare con questi violentatori?
Credo sia complicato dare una risposta poiché farli rendere conto della gravità delle loro azioni non è semplice. Infatti non si sarebbero permessi di essere i fautori di tali ingiustizie, se per loro fosse inconcepibile già da principio una tale azione. Sicuramente lo hanno fatto perché sono sempre stati educati all’uso della violenza e a metodi inadatti per risolvere i problemi. Inoltre probabilmente non sono abituati ad accettare un rifiuto altrui. Quindi sarebbe importante far loro cambiare la totale visione delle cose; non sto dicendo che questo sia semplice, ma bisognerebbe e almeno provarci. Per tentare di sistemare questa situazione, quindi, bisognerebbe cercare di capire il problema che sta a monte del loro modo di vivere e di affrontare le difficoltà. Questo sarebbe possibile avvicinandosi a loro e facendogli capire che, come ho già detto, atteggiamenti violenti portano solo a conseguenze peggiori. Purtroppo in civiltà culturalmente più arretrate il modo di comportarsi utilizzando lo scontro fisico e non quello a parole è ben radicato per una mancanza di cultura, che quindi potrebbe essere la causa di tali atteggiamenti.
Resta palese il fatto che questi uomini debbano pagare per ciò che hanno commesso: o scontando la propria pena in carcere o svolgendo lavori forzati. Questo li farebbe pentire delle loro azioni ma ciò che resta più importante a mio parere sarebbe “colpirli dal punto di vista emotivo”. Per fare ciò credo sia efficace, dopo un periodo di tempo lasciato per una meditazione interiore, mostrar loro le condizioni che devono subire le povere ragazze complici di questi atti di violenza.
Concludo ribadendo che bisogna intervenire in tale situazione cercando di colpire questi criminali dal punto di vista emotivo senza uso di violenza, lasciando loro possibilità di pentirsi e di cominciare una nuova vita; quindi di potersi riscattare.

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