La figura della donna nel corso della storia è stata al centro di numerose lotte per contrastare l’emancipazione, per eliminare questa concezione della donna come essere inferiore e subordinato all’uomo. E si pensa di aver ormai superate queste discriminazioni nei confronti della donna, di essere superiori a scontri sulla parità dei sessi, ma continue notizie di violenze sulle donne stanno ad indicare che in realtà la società non ha ancora superato il problema dell’emancipazione femminile. Questi fatti coinvolgono giovani ragazze per lo più provenienti dall’Asia Minore, ma il fenomeno si sta diffondendo anche nel mondo occidentale e non si può perciò circoscrivere ad un’area limitata, che vengono sfigurate o talvolta addirittura uccise dall’acido; le violenze afflitte a queste ragazze sono fisiche, e i loro corpi rimarrano segnati da qusti gesti orrendi per sempre, ma le danneggiano anche dal punto di vista psicologico. Si va a colpire la dignità della donna, rendendola insicura e irascibile, provocandole difficoltà nell’ambito sociale e nel rapporto con gli altri. Gli uomoni che compiono questi atti malsani sono spinti da motivazioni che li portano a voler mostrare la propria superiorità facendo sentire le donne come degli oggetti su cui esercitare potere e controllo; si sentono onnipotenti e vogliono dimostrarlo. Danno sfogo a tutti i loro istinti criminali per accertarsi che tutti sappiano che la donna è di loro proprietà. L’unico modo per superare tutto ciò è avere rispetto per gli altri, perché alla base di una civile convivenza vi è un rapporto reciproco di rispetto, e questi gesti di violenza sono lo specchio di un società egoista, in cui non ci si preoccupa degli altri. O almeno di una parte della popolazione, costituita da uomini troppo possessivi e con una mentalità chiusa, che non apprezzano la bellezza della donna.
Laura Feliziani

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