In un mondo dove tutto, purtroppo, non sta andando per il verso migliore, tra i tanti quesiti sta nascendo quello sulla crescita delle nuove generazioni. Esse, basta guardarsi intorno, non sono tra le migliori che siano nate da un secolo a questa parte. Anzi, forse quelle moderne sono probabilmente le peggiori. Ragazzi che non hanno voglia di fare nulla per cercare di scrivere il proprio futuro con le proprie mani, ragazzi sfiduciati che si rifugiano dal mondo come se fosse un nemico, giovani che non sono più buoni giovani.
Prendiamo in considerazione questa parola: sfiducia. Sentimento che gli adulti stanno manifestando fortemente nei confronti di questa nuova generazione che, però, non ha tutte le colpe. Al contrario, le colpe dei giovani di oggi molto probabilmente passano in secondo piano.
Quegli elementi che dovrebbero contribuire alla crescita di noi ragazzi sono certamente la scuola, la famiglia; ma, al contrario di quanto si può pensare, anche la società riveste un ruolo determinante.
Tutti questi tre elementi, nella maggior parte dei casi (perché ci sono delle belle eccezioni) si “distraggono”, prendono poco sul serio questo compito, disinteressandosi e lamentandosi poi dei problemi che hanno le generazioni odierne. Tendono molto a criticare i giovani senza spesso cercare di capire le motivazioni di un gesto o di una parola. Ma soprattutto forniscono esempi fortemente sbagliati, che in teoria non dovrebbero essere affatto degli aspetti da prendere in considerazione. Sempre più spesso si trovano famiglie separate, insegnati che non svolgono bene il ruolo che hanno o che, molte volte, non lo rivestono proprio essendo per i giovani tutto tranne che insegnati. E poi c’ è la società, quel grande essere che influenza più di ogni cosa un giovane, senza che egli se ne accorga. Una società corrotta, piena di ingiustizia, che spinge il giovane a percorrere una strada poco corretta.
Bisogna iniziare a contrastare tutto questo, e per farlo bisogna tornare, o meglio, iniziare ad essere più seri nell’ educazione dei giovani, perché è vero che essi sono le porte del domani, ma se non sono buoni giovani, il nostro futuro sarà peggio del presente che ci hanno consegnato le generazioni passate!
E allora non diamo solo la colpa ai giovani, iniziamo a capire dove ognuno di noi è stato poco serio nel suo compito di educatore e, d’ ora innanzi, iniziamo a svolgerlo con maggiore impegno e determinazione.

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