“Il segreto di ogni sana educazione è di far sì che ogni allievo impari da sé, invece di istruirlo convogliando dentro di lui una serie di nozioni base ad un sistema stereotipato.
Il metodo è quello di condurre il ragazzo ad affrontare l’obiettivo di fondo della sua formazione, senza annoiarlo con troppi particolari.”
Così scrive in uno dei suoi taccuini Robert Baden-Powell, il fondatore dello scoutismo.
Il tema di questa settimana si basa sulla questione di quale sia il metodo per formare le nuove generazioni. A mio parere, lo scoutismo è una delle strade migliori per diventare buoni ed onesti cittadini: infatti è proprio questo il fine ultimo. “Personalità” è la parola che B.P. ha costantemente usato per spiegarne scopi e finalità. Egli riteneva infatti che questo termine è costituito da molteplici attributi, come formazione ad alti ideali, fiducia in se stessi, senso del dovere, rispetto di se e degli altri.
Tuttavia si può riconoscere che queste finalità non sono peculiari dello Scoutismo, pur se va notata la genialità nella scelta di qualità particolari. Infatti, la cose che più lo distingue, sono spirito e metodo. Ogni ragazzo, all’inizio del suo cammino è solito recitare volontariamente e responsabilmente una Promessa, fatta sul proprio onore, di cui la colonna portante è l’impegno a fare del proprio meglio. Questo è realizzabile tramite il motto portante “Estote parati” che propriamente significa siate pronti, di fronte a qualsiasi insidia la vita possa porre al centro della strada. In una situazione di prontezza infatti, basterà poco per liberarsi dagli impedimenti, e sarà possibile con la stessa destrezza aiutare gli altri a fare lo stesso.
Tutto questo, naturalmente, va fatto con un immenso sorriso stampato in faccia. Un elemento essenziale dello spirito scout è infatti il buonumore, che come si sa, è contagioso. Ridere è fondamentale poiché, come B.P. Ha puntualizzato più volte, la parte imprescindibile nella vita di un bambino è il gioco e divertendosi insieme si cresce.
Un altro punto cardine, è la vita all’aria aperta. Infatti lo scoutismo genuino si è sempre richiamato all’elemento del vagabondo, dell’esploratore, che è parte della nostra natura ed è maggiormente evidente dell’adolescente.
Crescendo però, i bisogni iniziano a variare, e ogni ragazzo è indirizzato verso un altro tipo di crescita personale, che è il Servizio. Quando ci si si mette a disposizione del prossimo si fa un sacrificio, fatto con responsabilità e convinzione, che porterà poi ad un enorme soddisfazione personale. È così che si progredisce. Si impara a capire di che cosa ha bisogno ogni uomo e allo stesso tempo si comprendono le proprie qualità positive che ci è possibile donargli. Egli dice: “  il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri”.
Io credo che lo scoutismo sia vitale nella formazione personale, anche se non può essere sostituito ad altre forme di ugual importanza, come l’istruzione.

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